INCIDENTE CON ANIMALI, CHI SOCCORRE PAGA

INCIDENTE CON ANIMALI, CHI SOCCORRE PAGA

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Qual è il comportamento da tenere in caso di incidente stradale con il coinvolgimento di animali?

Il legislatore nel 2010 ha apportato un importante correttivo alle disposizioni del Codice della Strada -Decreto Legislativo n. 285 del 1992- introducendo l’obbligo per chiunque di fermarsi e soccorrere un animale ferito in caso di incidente stradale. In particolare, il comma 9-bis dell’articolo 189 del Codice impone a chi abbia provocato un incidente, dal quale sia derivato danno ad uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, di fermarsi per prestare soccorso agli animali investiti. L’inosservanza di tale obbligo viene punita con una sanzione amministrativa da euro 389 a euro 1.559. L’obbligo di assicurare un tempestivo soccorso riguarda anche gli utenti della strada che non hanno determinato l’incidente, ma che comunque risultino coinvolti nello stesso. In tal caso la violazione dell’obbligo di soccorso comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 78 ad euro 311.
Dunque, se si è coinvolti in un incidente stradale che abbia provocato danni ad animali, bisogna porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso, prima tra le quali la chiamata al Servizio Veterinario della ASL di competenza territoriale. La prestazione veterinaria d’urgenza o in emergenza è a pagamento, non essendo rimborsata dal SSN, tuttavia, la persona che ha causato o che è coinvolta in un incidente e non chiama soccorso rischia la sanzione che può essere più alta della spesa veterinaria. Se si assiste ad un incidente, in taluni casi, è opportuno, poi, contattare anche le forze di polizia (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia municipale o provinciale) e, ove possibile, raccogliere elementi probatori, quali, ad esempio, il numero di targa del mezzo coinvolto nell’incidente o le testimonianze di persone presenti al momento del sinistro, utili allo scopo della ricostruzione della dinamica dell’incidente per l’identificazione esatta di coloro che investono un animale e proseguono la propria corsa senza fermarsi.
Strettamente correlata all’introduzione dell’obbligo di soccorso è la modifica all’ articolo 177, in materia di trasporto di animali in stato di necessità, che ha trovato attuazione nel Decreto ministeriale 9 ottobre 2012 numero 217. Sostanzialmente viene riconosciuto lo stato di necessità di trasporto di un animale ferito e quindi la possibilità di utilizzo di sirena e lampeggiante per ambulanze veterinarie e mezzi di vigilanza zoofila. Vengono, altresì, dettate le condizioni alle quali il trasporto di un animale in gravi condizioni di salute può essere considerato in stato di necessità, anche se effettuato da privati, nonché indicata la documentazione che deve essere esibita alle autorità di polizia stradale a certificazione anche successiva dello stato di necessità. Tale certificazione dovrà essere rilasciata da un veterinario che dovrà attestare la presenza gli stati patologici che fanno scattare questo riconoscimento, cioè trauma grave, ferite aperte, emorragie, alterazioni e convulsioni.
Tuttavia l’intervento del legislatore incontra un limite nelle mancata previsione di una copertura delle spese sostenute dal privato cittadino che, per dovere civico e buon senso, in emergenza si fa carico di accompagnare un animale ferito in un ambulatorio veterinario poiché gli oneri, in via generale, sono in prima battuta a carico del soccorritore. Ebbene, chi soccorre un animale, o si assicura che questi riceva le cure veterinarie necessarie, dovrà anticiparne le spese di cui poi potrà chiedere il rimborso al proprietario dell’animale che, a sua volta, potrà ottenerne il rimborso dalla persona in capo alla quale verrà accertata la responsabilità dell’accaduto. Meccanismo, come si vede, a dir poco complesso.

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