LAV: IN PIAZZA PER CHIEDERE RICERCA SENZA ANIMALI

LAV: IN PIAZZA PER CHIEDERE RICERCA SENZA ANIMALI

59
CONDIVIDI
topolab.png

La Lav scende in piazza nei fine settimana del 25 e 26 marzo e del 1 e 2 aprile per chiedere al Governo di destinare il 50% dei fondi per la ricerca allo sviluppo dei metodi sostitutivi: in centinaia di piazze sarà possibile firmare la petizione e sostenere la campagna scegliendo l’uovo di Pasqua della Lav per sostenere progetti di ricerca che non utilizzano animali. Tanti e importanti i progetti ai quali la Lav ha dato il suo contributo: l’Università di Genova che in collaborazione con Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro ha prodotto 100 milioni di cellule Huvec estratte dal cordone ombelicale; l’Università di Pisa che ha messo a punto un bireattore con cellule umane in colture tridimensionali per lo studio delle sostanze inalate; il laboratorio Larf dell’Università di Genova che ha avviato un progetto sulle cellule staminali umane. E ancora, il dipartimento di Chimica dell’Università di Bologna-Ospedale S.Orsola avvierà uno studio di modelli alternativi all’uso di animali per i test sui farmaci e le nuove molecole. Secondo i dati diffusi dalla Lav, sono 700mila gli animali usati ogni anno nei laboratori italiani. Topi (485.820) e ratti (129.446) sono le specie più utilizzate, ma anche conigli (7.059) e uccelli (29073); il numero di macachi è aumentato da 302 a quasi 450, e sono 500 i cani ancora utilizzati in test dolorosi e dalla dubbia valenza scientifica. Duemila al giorno muoiono per le conseguenze dei test: avvelenamento, ustioni, mutilazioni, infezioni e altre malattie. Il 95% dei test su animali, fa sapere la Lav, non supera le prove cliniche per gli esseri umani. E l’Italia è il “fanalino di coda” nel finanziamento di metodi alternativi alla sperimentazione animale: l’Unione Europea (70 miliardi di euro), la Germania (50 milioni), l’Italia (500 mila euro). ”Salvare gli animali, migliora la ricerca – spiega la biologa Michela Kuan, responsabile Lav Area Ricerca senza animali – Per questa ragione la Lav negli ultimi anni ha finanziato con migliaia di euro progetti sperimentali che non impiegano animali, contribuendo così a sostenere anche economicamente una scienza giusta, in proporzione più di quanto faccia attualmente lo Stato italiano”.

Commenti

commenti