TAIWAN BANDISCE IL CONSUMO DI CARNE DI CANE E GATTO

TAIWAN BANDISCE IL CONSUMO DI CARNE DI CANE E GATTO

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Oggi, 11 aprile, Taiwan ha approvato ufficialmente una legge per bandire il consumo di carne di cane e gatto. I trasgressori verranno puniti con una multa di 250mila dollari taiwanesi, circa 7.600 euro, che diventano 2 milioni (61mila euro) e due anni di prigione per la macellazione clandestina. Lo comunica la World Dog Alliance, charity con sede a Hong Kong, precisando come il processo legislativo sia cominciato il 10 dicembre nella città di Kaoshing, la prima a bandire il consumo di carne di cane. Partendo da questa vittoria il 16 maggio 2016 la Wda ha organizzato un importante meeting a Taipei, la capitale di Taiwan, per sensibilizzare la classe politica del Paese sull’importanza di vietare il consumo di carne di cane. Da qui è nata una proposta legislativa bipartisan del partito Nazionalista e di quello Democratico Progressista per il bando alla carne di cane. Dopo una serie di boicottaggi da parte di alcuni membri del parlamento taiwanese (Yuan), finalmente la legge è passata. Jason Pang, direttore della comunicazione per Wda afferma che è stato “un piccolo passo per Taiwan ma un grande passo per l’Asia. Penso che questa scelta attirerà l’attenzione su questa tematica in tutta l’Asia”.
La decisione, che riguarda anhe la carne di gatto, fa parte di un pacchetto di norme destinate a proteggere gli animali e prevede come pene multe salate, condanne fino a due anni di carcere e la diffusione del nome e delle fotografie di chi le violi, ha riferito Bbc, secondo cui si tratta della prima legge del genere in Asia. Nel 2001 Taiwan aveva approvato una legge che vietava la vendita di carne e pelliccia di animali domestici come cani e gatti, per quelli che venivano descritti come “scopi economici”. La carne di cane un tempo era abitualmente consumata a tavola sull’isola, ma attualmente il quattrozampe è considerato dalla maggior parte degli abitanti come un animale domestico da compagnia.
La campagna contro il consumo della carne di cane in Asia è approdata anche nel Parlamento italiano per iniziativa dell’on. Michela Vittoria Brambilla, che l’anno scorso aveva presentato, in materia, un’interrogazione a risposta immediata al governo.

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