RENZI-BRAMBILLA, SCONTRO SUGLI AGNELLI

RENZI-BRAMBILLA, SCONTRO SUGLI AGNELLI

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“Sì, ho una tradizione familiare a cui non vengo meno. Non amo moltissimo l’agnello, ma quando la politica arriva a strumentalizzare anche il pranzo di Pasqua… Rispetto chi non mangia la carne, io la mangio, se qualcuno mi tocca la bistecca fiorentina mi arrabbio, ma non faccio politica su questo. Di animali in politica ce ne sono già tanti, evitiamo di portarci le bestie”. Questo l’affondo di Matteo Renzi, ospite di Lilli Gruber sulla 7. Pronta la replica dell’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente. “Renzi divora gli agnellini? Scelta secondo me deprecabile, ma personale. Direi che le sue parole lo qualificano. Ma non ci potevamo aspettare nulla di diverso da lui. Il suo governo ha inanellato la più impressionante serie di provvedimenti antianimalisti mai vista nella storia della Repubblica”.
“Renzi e i suoi ministri, riciclati nell’esecutivo fotocopia di Gentiloni, – ricorda la parlamentare di Fi – hanno condotto in porto provvedimenti devastanti per la difesa dei diritti degli animali: l’abolizione del Corpo forestale dello Stato, l’eliminazione della Polizia provinciale (specializzata nella vigilanza venatoria), l’improcedibilità per “tenuità del fatto” (che di fatto regala l’impunità a chi maltratta o uccide un animale), il via libera alle leggi regionali che prevedono stragi di ungulati (dai cinghiali ai caprioli), la legge sull’eradicazione della nutria, il parziale mantenimento della barbarie dei richiami vivi (si possono ancora allevare uccelli a questo scopo), la deroga al divieto di caccia sulla neve, la possibilità di caricare con più cartucce (fino a 5) le armi semiautomatiche per la caccia al cinghiale, il “regalo” prereferendario alle doppiette del Trentino-Alto Adige che ora possono sparare anche a specie non cacciabili altrove, come stambecchi o marmotte. Alla lista, infine, aggiungiamo il piano per la caccia “selettiva” del lupo e una “controriforma” dei parchi naturali, in via di approvazione, che consente ai cacciatori di metterci piede. Possiamo stupirci se uno così si mangia gli agnellini?”

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