TRAFFICO CUCCIOLI, LAV: DIMINUITI CONTROLLI E SEQUESTRI

TRAFFICO CUCCIOLI, LAV: DIMINUITI CONTROLLI E SEQUESTRI

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Presentata all’Auditorium Generale “Cosimo Piccinno” del Ministero della Salute la seconda edizione del manuale “Procedure per l’esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti” realizzato da Lav, Ministero della Salute e FNOVI per favorire la comprensione del complesso quadro normativo che regola gli scambi commerciali di cani e gatti tra Stati membri dell’Unione Europea e agevolare l’attività di controllo da parte delle Autorità competenti. La seconda edizione, che recepisce le modifiche delle norme UE e nazionali che regolano queste movimentazioni, è arricchita dalla presenza di un capitolo dedicato ai requisiti delle importazioni e ai controlli ufficiali di cani e gatti provenienti da Paesi Terzi. Il manuale approfondisce le procedure di controllo, il sistema di identificazione, il Passaporto europeo, il Certificato Sanitario, il Sistema TRACES, gli obblighi durante il trasporto e a destinazione, la segnalazione e la gestione delle irregolarità estere, oltre a illustrare, come nella prima edizione, il reato di traffico illecito di animali da compagnia e gli illeciti amministrativi inerenti la loro movimentazione introdotti dalla Legge 201/2010 ottenuta con la campagna LAV “Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli”. “Il fenomeno purtroppo è tutt’altro che in declino, ma la sostanziale differenza tra gli animali sequestrati nel biennio 2013/2014 e quelli nel 2015/2016 dimostra chiaramente che le risorse messe in campo per contrastare questi traffici sono troppo limitate”, sostiene Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area animali familiari: “Mentre nel 2013 e 2014, infatti, in Italia sono stati sequestrati 2.630 cuccioli di cane e 15 di gatto, che avrebbero fruttato circa 1,8 milioni di euro, negli anni 2015 e 2016 si registra una pericolosa flessione del numero di cani sequestrati, con 964 cani sequestrati (-1.666 cani rispetto al 2013-2014), mentre è aumentato il numero dei gatti 86 (+71 rispetto al 2013-2014)”.

“Per il biennio 2015/2016 mancano i dati dei Carabinieri, ma pur ipotizzando un numero di sequestri pari a quello del biennio precedente (530 cuccioli di cane e 3 cuccioli di gatto), rimane evidente il forte calo complessivo e generale del numero di cuccioli sequestrati. – prosegue Ilaria Innocenti – Ciò non può essere dovuto a una diminuzione del fenomeno stesso, ma è da imputare a una diminuzione dei controlli. Infatti, in una regione molto strategica nella repressione come il Friuli Venezia Giulia, il Corpo Forestale regionale, che nel 2013/2014 aveva sequestrato 535 cuccioli di cane e 5 di gatto, ci ha informato che nel 2015/2016 non sono stati svolti controlli riguardanti il traffico di cuccioli”. Secondo la Lav “è urgente quindi che le Forze di polizia siano messe in condizione di contrastare il fenomeno. I maxi processi in corso presso i Tribunali di Lodi, Padova e Udine, nei quali LAV è parte civile, confermerebbero, infatti, che il traffico continua in maniera sempre più organizzata. La gravità della situazione in tutti i Paesi dell’Unione è peraltro avvalorata dal Parlamento Europeo, che ha adottato una Risoluzione che chiede alla Commissione Europea di agire per fermare il traffico illegale di cuccioli nell’Unione Europea e l’avvio dei lavori per l’armonizzazione dei sistemi di identificazioni di cani e gatti in tutti i Paesi Membri”. Un ‘ulteriore conferma della necessità di aumentare i controlli, soprattutto nelle Regioni di ingresso dei cuccioli, viene dalla ricerca “La movimentazione degli animali da compagnia: impatto su salute pubblica e benessere animale”, finanziata dal Ministero della Salute e condotta nei primi mesi del 2015 dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise da cui emerge che l’88% dei veterinari liberi professionisti ha dichiarato di avere visitato cuccioli di provenienza estera nell’ambito della propria professione e il 59% dei veterinari Asl ha indicato di avere riscontrato anomalie all’atto dell’iscrizione in anagrafe nei cani provenienti dall’estero. Altra problematica emersa è l’età del cucciolo spesso inferiore a quella minima necessaria per il trasporto o per la vendita; in alcuni casi non c’era corrispondenza tra quella dichiarata sul passaporto e l’età reale o presunta. “Un maggiore impegno di risorse e personale è quindi indispensabile per stroncare un traffico che costa sofferenza ai cuccioli, ma anche alle loro madri, ed è fonte di lauti profitti per chi viola la legge e mette a repentaglio la vita degli animali. Fondamentale, infine, il contributo dei cittadini: astenersi dall’acquisto di animali e preferire sempre l’adozione da un rifugio. Solo così – conclude la Lav – è possibile non incrementare lo sfruttamento di animali a fini commerciali e dare un contributo concreto alla lotta al randagismo. In Italia ci sono oltre 130.00 cani in attesa di una famiglia e il numero dei gatti è sensibilmente più alto”.

“A fronte di un commercio regolare di cani e gatti all’interno dell’Unione Europea, che genera un guadagno di 1,3 trilioni di euro all’anno e impiega 300 mila persone, in Italia si registra un traffico di circa 8.000 cuccioli che ogni settimana vengono introdotti illegalmente nel nostro Paese, per un valore commerciale di 5.600.000 euro”. “Soprattutto i cani provengono dai Paesi dell’Est – spiega Ilaria Innocenti, responsabile Lav – Animali Familiari -, dopo viaggi infernali e imbottiti di farmaci per sembrare sani. I cuccioli sono acquistati a circa 60 euro e poi rivenduti a prezzi fino a 20 volte superiori, falsificando i documenti, le vaccinazioni e il passaporto europeo”.

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