CASSAZIONE: GLI ASTICI SOFFRONO NEL GHIACCIO. È MALTRATTAMENTO

CASSAZIONE: GLI ASTICI SOFFRONO NEL GHIACCIO. È MALTRATTAMENTO

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Anche astici e aragoste in attesa si essere portati in tavola provano dolore e un conto e’ cucinarli quando sono ancora vivi (una “consuetudine sociale”), altro e’ conservarli in modo da arrecare loro “sofferenze causate dalla detenzione” in attesa di essere cucinati. Ragion per cui commette reato di maltrattamenti di animali, reato previsto dall’articolo 727 del codice penale, chi li conserva in modalita’ improprio, come ha fatto un ristoratore di Campi Bisenzio, che conservava i crostacei sotto ghiaccio e con le chele legate. La Cassazione ha cosi’ confermato la sanzione per 5mila euro, nonche’ il risarcimento danni alla Lav (la Lega Anti Vivisezione) stabilita dal tribunale di Firenze. “Non puo’ essere considerata come una consuetudine socialmente apprezzata”, scrive la Cassazione, il detenere questa specie di animali “a temperature cosi’ rigide, tali da provocare sicure sofferenze” se ci sono “sistemi piu’ costosi” per conservarli in maniera piu’ rispettosa.
‘In un momento in cui il paese sta vivendo un nuovo Medioevo nei confronti degli animali, in cui la parola d’ordine è sterminio, la sentenza della Cassazione accende un lume. Plaudo alla magistratura”. Così la presidente dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione ANIMALI), Carla Rocchi, commenta all’Adnkronos la sentenza della Cassazione. ”C’è uno scollamento drammatico – ha aggiunto la presidente dell’Enpa – tra quello che i cittadini vogliono e quello che la classe politica propone e porta avanti. L’Istat ha recentemente rilevato che l’86% degli italiani è favorevole ad una normativa che tenga conto degli animali ma i politici se ne infischiano. In questo momento i tribunali stanno facendo un lavoro di supplenza della politica”. (

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