BERGAMO, CARABINIERI SEQUESTRANO UCCELLI PROTETTI. OTTO DENUNCE

BERGAMO, CARABINIERI SEQUESTRANO UCCELLI PROTETTI. OTTO DENUNCE

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Oltre mille esemplari morti di uccelli di specie particolarmente protette (pispole, voltulini, tottovilli, lucherini, ballerine, fanelli, cardellini e strillozzi) sono stati sequestrati dai carabinieri forestali del Soarda (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno degli Animali) all’ aeroporto di Orio al Serio (Bergamo). Otto cittadini italiani residenti nelle province di Bergamo e Vicenza sono state denunciati per detenzione di specie particolarmente protette. L’attivita’ e’ stata svolta di concerto con l’Agenzia delle Dogane e Monopoli e con la locale Compagnia della Guardia di Finanza. I carabinieri del Soarda, impegnati in questi giorni nelle valli bresciane insieme ai reparti del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia nell'”Operazione Pettirosso” a tutela del passo di avifauna migratoria proveniente dal centro e nord Europa e contro il bracconaggio a questo tipo di fauna selvatica, a seguito di indagini mirate su informazioni pervenute da canali internazionali dell’Arma, hanno effettuato controlli sui bagagli di alcuni passeggeri di un volo di linea proveniente dalla Romania. I piccoli uccelli erano stati sistemati all’interno di grandi valigie insieme a placche refrigeranti per meglio conservare la carne.

La Lipu (Lega italiana protezione uccelli) sara’ parte civile nell’eventuale processo a carico delle persone denunciate dai carabinieri. “Saremo parte civile al processo contro questi cacciatori – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu – perche’ meritano una punizione esemplare. Uno scandalo, quello della caccia all’estero, di cui si parla poco ma che costituisce un grave problema per gli uccelli migratori, un patrimonio che appartiene a tutta la comunita’. “Ho ringraziato personalmente il gen. Antonio Ricciardi, comandante del Cutfaa per la straordinaria e non facile operazione di intelligence che rappresenta un duro colpo ai viaggi di caccia illegale all’estero” – conclude il presidente. “Se iscritti ad associazioni venatorie sarebbe il caso che questi bracconieri venissero espulsi dalle loro stesse organizzazioni – conclude la Lipu -. Non si puo’ tacere di fronte a questo furto di biodiversita’ e al business milionario che ruota attorno la tragica farsa del turismo venatorio. Questa vicenda rappresenta una pessima figura dell’Italia a livello comunitario”.

(Foto di repertorio)

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