LOMBARDIA, CACCIATORI MANIFESTANO CONTRO LA REGIONE: VOGLIONO DI PIU’

LOMBARDIA, CACCIATORI MANIFESTANO CONTRO LA REGIONE: VOGLIONO DI PIU’

451
CONDIVIDI
caccia.png

“I cacciatori votano, gli animali no”: questo lo striscione che un centinaio di cacciatori lombardi hanno esposto davanti all’ingresso di Palazzo Lombardia, sede del Consiglio regionale, per protestare contro l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava che, dicono, “ci ha voltato le spalle”. Al presidio partecipano i rappresentanti delle sigle Acl (tra cui il presidente Carlo Bravo), Anuu, Enalcaccia, Anlc Libera Caccia, “ossia le associazioni a vocazione migratorista, una tipologia di caccia tradizionale della Lombardia, praticata da circa 30 mila cacciatori”, spiega Fortunato Busana, presidente provinciale dell’Acl di Bergamo. I cacciatori chiedono principalmente la riapertura dei cosiddetti “roccoli”, (ossia gli impianti di cattura, chiusi da due anni), la possibilita’ di cacciare in deroga alcune specie migratorie (tra cui fringuello, peppola e storno) e di togliere la segnatura immediata dell’ abbattimento della selvaggina migratoria, ripristinando quella a fine giornata. “Abbiamo una contestazione mirata contro l’assessore Gianni Fava – aggiunge Busana – che non affronta i nostri problemi scaricandoli verso altre istituzioni, Governo, Europa e Ispra. Sono 5 anni che stiamo aspettando decisioni concrete sui roccoli e sulle deroghe, quindi ci chiediamo se c’e’ la volonta’ politica di affrontare le nostre richieste”.

Commenti

commenti