PIANO LUPO, NUOVA VERSIONE: LONTANO L’ACCORDO

PIANO LUPO, NUOVA VERSIONE: LONTANO L’ACCORDO

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Dopo i rinvii e le polemiche dei mesi scorsi, torna domani all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni la nuova versione del ‘piano lupo’. La parola sul nuovo testo, che prevede il blocco di due anni per gli abbattimenti in deroga per ragionare alla luce di un monitoraggio della popolazione dei lupi su cui il ministero dell’Ambiente è pronto a impegnare 1,5 mln di euro fino al 2020, passerà ai presidenti di Regione che si riuniranno in mattinata proprio in vista delle riunioni pomeridiane della Stato-Regioni e dell’Unificata. Eppure la strada per un’intesa sarebbe in salita. Nei giorni scorsi, a quanto si apprende, gli assessori regionali non avevano trovato una posizione comune. Posizioni diverse, per ragioni diverse. Qualche regione avrebbe avanzato dubbi chiedendo garanzie sulla totale copertura dei finanziamenti per effettuare il monitoraggio dei lupi, qualcun altra non sarebbe d’accordo con il blocco di due anni agli abbattimenti in deroga, altre ancora ‘bocciano’ il piano nel merito. La nuova stesura del piano, ha ricordato ieri il ministero dell’Ambiente, “è il frutto di un intenso lavoro di mediazione del ministero, che ha accolto larga parte delle richieste pervenute dalle Regioni”.

“Il piano per il lupo è necessario alla salvaguardia della specie dal fenomeno del bracconaggio e a migliorare attraverso un percorso per fasi la convivenza tra uomo e lupo – ha aggiunto il dicastero – D’altra parte, non approvare il piano significa mantenere una situazione di stallo rispetto alle problematiche territoriali e questo non fa che peggiorare la situazione sul territorio”. Gli occhi quindi sono puntati ora sulla decisione delle Regioni, che domani saranno chiamate ad esprimersi. Intanto le associazioni animaliste sono già sul piede di guerra. L’Ente nazionale protezione animali ha fatto sapere oggi che “sono già 200mila le adesioni al mail bombing promosso dall’Enpa attraverso la propria pagina Facebook per dire no all’ennesimo colpo di mano del ministro Galletti”. “Nelle scorse settimane milioni di italiani hanno permesso, anche attraverso la nostra pagina Facebook, di salvare e di far tornare in Italia la cagnolona Iceberg; oggi chiediamo loro di compiere un altro miracolo e di fermare Galletti prima che diventi l’artefice di un vero biocidio. Ma lanciamo un appello anche al premier Gentiloni – dichiara la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – affinché fermi, con le elezioni ormai imminenti, quello che sembra essere un harakiri politico”.

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