CACCIA, LIPU E WWF LAZIO: “SUL DECRETO TORDI ZINGARETTI CI RIPENSI”

CACCIA, LIPU E WWF LAZIO: “SUL DECRETO TORDI ZINGARETTI CI RIPENSI”

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Le sezioni laziali delle associazioni ambientaliste Lipu e Wwf definiscono “grave e immotivata infrazione della direttiva” il decreto del presidente Nicola Zingaretti che consentira’ di cacciare il tordo bottaccio, il tordo sassello e la cesena (Turdus pilaris) fino al 31 gennaio, 10 giorni in piu’ rispetto a quanto precedentemente previsto. “Il calendario venatorio regionale originariamente prevedeva la chiusura della caccia per le tre specie al 20 gennaio, cosi’ come indicato dall’Ispra – scrivono in una nota congiunta Lipu e Wwf Lazio – per evitare che l’esercizio venatorio fosse svolto durante la migrazione prenuziale, cioe’ durante quella delicata fase della vita degli uccelli in cui gli animali adulti si spostano verso i luoghi di riproduzione. Ignorando le indicazioni dell’autorita’ scientifica nazionale, e senza alcuna motivazione scientifica la Regione Lazio ha invece deciso di prolungare la stagione venatoria con il solo intento di accontentare il mondo venatorio. La decisione – sottolinea la nota – risulta ancora piu’ grave se si considera che una di queste tre specie, il tordo sassello, e’ stata di recente classificata come Spec1, cioe’ minacciata a livello globale. Per tale specie dovrebbe dunque essere previsto addirittura il divieto di caccia e dovrebbero scattare anche altre e rigorose misure di protezione e conservazione. Ebbene, non solo tali divieti e misure non ci saranno, ma la Regione ha deciso di ricorrere alla cosiddetta decade di sovrapposizione. Una possibilita’ teoricamente concessa dai regolamenti comunitari solo in casi eccezionali e di certo non attivabile in relazione ad una specie in cosi’ preoccupante stato di salute”. “Ancora una volta la Regione Lazio – dichiarano le associazioni ambientaliste – anziche’ adottare misure di conservazione per le specie in cattivo stato di conservazione, che nel Lazio sono ben 11 oggetto di caccia, e a fronte di un Piano faunistico venatorio ampiamente obsoleto (nel 2018 compie 20 anni!), elargisce l’ennesimo e ingiustificato regalo al mondo venatorio. Chiediamo al presidente Zingaretti di ripensarci, prima che il provvedimento abbia efficacia, liberandosi finalmente da questa incredibile sudditanza psicologica nei confronti delle doppiette”.

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