REGIONALI, I CANDIDATI ANIMALISTI/1 SIMONE PAVESI

REGIONALI, I CANDIDATI ANIMALISTI/1 SIMONE PAVESI

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 “Non saprei: nel mio caso penso che sia qualcosa di innato, presente in me fin da bambino”. Risponde così il lodigiano Simone Pavesi, 42 anni, candidato del Movimento animalista, “ospite” nelle liste di FI, alle elezioni regionali nella circoscrizione di Milano quando gli domandiamo l’origine della sua passione animalista. Attivista da oltre vent’anni, con una lunga militanza nella Lav – di cui è stato anche dirigente nazionale e per la quale ha curato i rapporti istituzionali in Lombardia – Pavesi ha promosso come responsabile dell’area “Moda animal free” diverse campagne contro l’uso di animali per le pellicce. In questa veste ha contribuito alla definizione di politiche commerciali rispettose degli animali, compresa la rinuncia all’uso di pellicce, da parte di molte aziende moda piccole e grandi, tra cui Elisabetta Franchi, Armani, Gucci, Geox, VF Corporation (titolare di brand come Napapijri, The North Face, Timberland),  Save the Duck e molte altre).

Un impegno a tutto tondo per gli animali, il suo, che ha riflessi anche sulla sua vita personale: “In famiglia mio figlio di due anni vive con ben otto gatti, tutti trovatelli, alcuni dei quali, per gravi motivi di salute, non potevano più vivere in colonie feline. Mia moglie ed io dedichiamo loro tutte le attenzioni, districandoci tra gli impegni professionali e associativi: lo facciamo perché ci crediamo e pensiamo sia importante che nostro figlio apprenda fin da piccolo l’importanza di amare e rispettare gli animali”.

Da che cosa nasce la decisione di candidarsi? “Penso che sia necessario il passaggio dall’associazionismo alla politica. Il ruolo delle associazioni è e sarà sempre importante, ma per tutelare con maggiore efficacia i diritti degli animali occorre agire dall’interno delle istituzioni. Se sarò eletto mi batterò per un servizio sanitario veterinario mutualistico che aiuti famiglie e pensionati in difficoltà a prendersi cura dei propri animali e per migliorare la normativa regionale sul randagismo, con l’istituzione dell’anagrafe felina obbligatoria anche per i gatti di proprietà (per contrastare il fenomeno dell’abbandono e agevolare anche il ritrovamento di quei mici, purtroppo tanti, che si allontanano da casa) e assicurando maggiore supporto ai gattili (troppo spesso trascurati). Infine chiederò di orientare i finanziamenti regionali esclusivamente sulla ricerca scientifica che non preveda la sperimentazione animale”.
Un appello agli elettori di Milano e provincia? “Sulla scheda per le regionali mettete un segno sul simbolo di Forza Italia e scrivete “PAVESI”

 

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