ASSALCO-ZOOMARK: OLTRE 60 MILIONI DI PET NELLE CASE DEGLI ITALIANI

ASSALCO-ZOOMARK: OLTRE 60 MILIONI DI PET NELLE CASE DEGLI ITALIANI

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Nelle case degli italiani si stima vivano 30 milioni di pesci, poco meno di 13 milioni di uccelli, 7,5 milioni di gatti, 7 milioni di cani e 3 milioni tra piccoli mammiferi e rettili per un totale di circa 60 milioni e 400mila pet. Un italiano su due, tra quelli che vivono con un pet, dedica al suo animale da compagnia una parte consistente del proprio tempo libero, mentre il 46% viaggia solo se può portarlo con sé. È quanto emerge dal Rapporto Assalco – Zoomark 2018 curato da Assalco (Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) e da Zoomark International con il contributo di Centro Studio Sintesi, di Iri Information Resources e dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi).

Gli animali d’affezione, oltre alla compagnia svolgono anche ruoli ‘importanti’: dall’assistenza ai non vedenti al soccorso in situazioni di emergenza e i percorsi di riabilitazione. E per questo si sono moltiplicate le richieste di una maggiore riconoscimento anche a livello giuridico ed economico. Negli ultimi cinque anni, parlamentari di tutti gli schieramenti hanno presentato Ddl legati ai temi della tutela dei pet al ritmo di uno al mese (58 nel periodo 2013-2018). Nessuno, però, è stato approvato e la discussione sul testo non è mai iniziata per la maggior parte. Tra le richieste avanzate, l’inserimento dei pet nello stato di famiglia e l’introduzione nella Costituzione italiana del principio della tutela degli animali; a livello amministrativo, la realizzazione di un’anagrafe nazionale degli animali d’affezione, e l’inclusione degli animali d’affezione nel censimento della popolazione italiana del 2021. Tra le varie proposte emerge anche l’esigenza di riduzione della pressione fiscale. A oggi, infatti, l’aliquota Iva è al 22% per prestazioni veterinarie, farmaci e alimenti per animali da compagnia; al pari di un bene di lusso e tra i più alti livelli in Europa andando a penalizzare i bilanci delle famiglie.

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