LEIDAA: ANCORA DUE GIORNI PER DONARE, INVIA UN SMS SOLIDALE AL 45589 PER SALVARE GLI ANIMALI

Cooper è stato trovato su una strada di Carlentini (Siracusa), abbandonato a se stesso, affamato e pieno di pulci. È stato subito portato dal veterinario dove ha contratto una brutta gastroenterite: per quattro giorni ha lottato fra la vita e la morte, ma alla fine ce l’ha fatta.

È dedicata simbolicamente a lui la campagna di raccolta fondi che la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente dedica ai quattrozampe in difficoltà, attiva fino alla mezzanotte di sabato 2 dicembre. Ogni vita è preziosa. Ce lo ricordano i circa 700mila cani vaganti e 2,4 milioni di gatti liberi nel nostro Paese: una schiera di innocenti che vivono per strada abbandonati a se stessi, esposti alla fame, al freddo, agli abusi. Ce lo ricordano le decine di migliaia di animali chiusi nei box dei canili e dei gattili, che vogliamo svuotare. Ce lo ricordano gli animali selvatici di cui l’uomo ha invaso gli habitat e che ci sono sempre più vicini. Noi li salviamo, li curiamo, troviamo loro una casa o li riportiamo nel bosco. Oltre a occuparci degli animali in pericolo, oltre a favorire le adozioni, aiutiamo direttamente anche gli anziani e le persone economicamente più deboli che non vogliono rinunciare all’affetto di un amico a quattro zampe, nonostante le difficoltà della lunga crisi iniziata con la pandemia, e difendiamo in ogni sede gli animali da qualsiasi forma di maltrattamento e abbandono.

Oltre a Cooper ci sono le storie di Bianchina e Grigetto, recuperati nelle campagne di Ragusa, sporchi, deperiti e spaventatissimi; di Freddy, cui qualche criminale ha dato fuoco alla codina, provocandogli problemi all’intestino; di Luna, tenuta per anni legata a un palo, a soffrire il freddo e le intemperie; di Swamy, lanciata da un’auto in corsa e rimasta disabile; del cucciolo Orso e di Tessa, abbandonati all’angolo di una strada. Sono solo alcuni dei moltissimi cani e gatti che LEIDAA ha recuperato da terribili situazioni di maltrattamento, abbandono e randagismo. Animali che hanno bisogno del tuo aiuto come tantissimi altri che, in tutta Italia, ancora soffrono.

Fino a sabato 2 dicembre 2023 puoi contribuire anche tu a salvare loro e tanti altri animali sfortunati: dona 2 euro con un sms al numero 45589 o 5/10 euro chiamando da rete fissa. Fa’ la tua parte, aiutali.

Il video dell’sms solidale è scaricabile al link https://drive.google.com/file/d/1ms78MK-H_oyAqlJCUJU8luT2q9MwZt5F/view?usp=sharing e visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=6czKLn2_gfI

Il video di Cooper è scaricabile al link https://drive.google.com/file/d/1VG0uJoNrJ9–SjxQgp5wIRHGZcheSk7r/view e visibile al link https://youtu.be/TVH4QeJfYKs

RANDAGISMO 2022, UNO SGUARDO D’INSIEME

Il randagismo è un fenomeno ancora molto diffuso nel nostro Paese, anche se non ne sono note le dimensioni esatte per la mancanza di dati completi e di numeri aggiornati. Neanche l’anagrafe degli animali d’affezione, prevista già dalla legge del 1991 e tenuta dalle Regioni, finora ha funzionato correttamente, visto che  molti cani non vi sono iscritti o molti non sono cancellati al momento del decesso. Non solo: i sistemi informativi regionali non dialogano completamente tra loro e con la nuova banca dati nazionale, di cui, nel luglio scorso, il ministero della Salute ha annunciato  l’avvio. Quindi può ancora risultare difficile, o anche impossibile, l’interscambio in tempo reale delle informazioni relative agli animali iscritti, per rintracciarli tempestivamente in caso di smarrimento e abbandono, agevolare la circolazione di informazioni anagrafiche e sanitarie sugli animali e programmare interventi di contrasto.

La carenza di elementi oggettivi di conoscenza non è casuale. Nonostante sia in vigore da decenni una buona legge, la 281/1991, che specifica bene che cosa devono fare le Regioni, che cosa i Comuni, che cosa le Asl (per esempio le sterilizzazioni), è frequente, da parte delle amministrazioni locali, il mancato adempimento di questi obblighi, che nei casi estremi, soprattutto al Sud, assomiglia molto ad un vero e proprio sabotaggio. Ha effetti visibili la mancanza di finanziamenti adeguati (nonostante i miglioramenti degli ultimi anni) e di seri controlli, assistiti da proporzionate sanzioni, sull’implementazione della 281 da parte degli enti locali. Tutto ciò impedisce di elaborare politiche efficaci per contrastare un fenomeno che causa gravi

sofferenze agli animali e costa moltissimo alla collettività. Difficile affrontare un problema senza sapere in dettaglio quali proporzioni ha, quale distribuzione sul territorio nazionale, dove sono le vere criticità e senza essere certi che, in media, ciascuno faccia il suo dovere.

I numeri sotto riportati, in gran parte frutto di stime, servono a dare un’idea della piaga, alimentata dagli abbandoni e dalla riproduzione incontrollata. La sensazione è quella di un Paese spaccato in due, con un Nord (Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Valle d’Aosta e Province

Autonome di Trento e di Bolzano e in più la Toscana) in cui il randagismo canino è sostanzialmente contenuto e un Centro-Sud dove i randagi sono molti, in alcune aree moltissimi, e la situazione appare spesso fuori controllo. Laddove la tensione è più alta si verificano, con preoccupante cadenza, anche i più clamorosi atti di crudeltà e intolleranza nei confronti degli animali. Preoccupante anche la condizione delle colonie feline, a volte riconosciute dalle autorità (come vorrebbe la legge), a volte tollerate, a volte ignorate. Il Sud praticamente non ha gattili.

Altissimo è il costo sociale del randagismo, perché le ricadute negative sono molte: salute, sicurezza, gestione del territorio, immagine turistica. Lo paghiamo per gli abbandoni, la mancata applicazione delle leggi vigenti (sterilizzazione) e l’inesistenza di una vera politica per incentivare le adozioni.

La Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (LEIDAA), da sempre in prima linea nella lotta contro il randagismo, interviene principalmente in tre modi:

1) finanziando campagne di sterilizzazione, tramite protocolli d’intesa con i veterinari, nelle zone dove l’emergenza randagismo è più grave

2) sovvenzionando le associazioni locali o i piccoli gruppi di volontari attivi sul territorio

3) promuovendo a tutti i livelli il possesso responsabile e le adozioni dai canili anche con stallaggi al nord.

Infine vi sono le campagne nazionali, per la sensibilizzazione al possesso responsabile e l’incentivazione delle adozioni. Le adozioni consapevoli sono lo strumento principe per favorire le uscite dai canili e ridurre i rientri. Più un cane rimane all’interno di un canile, più avrà difficoltà ad abituarsi alla vita fuori dal rifugio. Quindi, se le condizioni generali lo consentono, dovrebbe rimanerci il meno possibile.

DATI DI SINTESI:

15,4 milioni: cani registrati all’anagrafe canina (2023, ampiamente “gonfiato” per mancate cancellazioni)

8,8 milioni: cani presenti nelle case degli italiani (2022)

10,2 milioni: gatti presenti nelle case degli italiani (2022)

6-700 mila: il numero stimato dei cani randagi in Italia

2,4 milioni: il numero stimato dei gatti randagi in Italia

67.567: cani entrati nei canili sanitari (2022)

22.040: cani entrati nei canili rifugio (2022)

32,620: cani dati in adozione (2022)

75.787: gatti randagi sterilizzati (2022)

32.620: cani dati in adozione dalle strutture pubbliche (2022)

2 milioni di euro: entità del Fondo nazionale per la lotta all’abbandono 2022(dopo gli interventi dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, presieduto dall’on. Michela Vittoria Brambilla, sulle leggi di bilancio. Nel 2017 la consistenza del fondo era ridotta a poco più di 297 mila euro)

1.027: i canili sanitari e i rifugi autorizzati in Italia (2020)

3,5 euro/giorno costo minimo convenzionale di un cane in un canile

7 anni: tempo medio di permanenza di un cane in canile

90 milioni di euro: costo annuo di mantenimento dei cani nei canili rifugio (2022)

(Dati del Ministero delle Salute, di Assalco e delle associazioni animaliste nazionali)

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