MAXI-CAMPAGNA EUROPEA LIPU PER SALVARE I MIGRATORI PROTETTI

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Almeno 300mila uccisi illegalmente in Sardegna

“Rifugi sicuri per gli uccelli selvatici”. Si chiama così la maxi-campagna europea di informazione coordinata dalla Lipu e cofinanziata dal programma Ue Life+ in difesa dei migratori protetti nelle aree “critiche” di Italia, Spagna e Grecia. Dal Sulcis alla Catalogna, passando per le isole ioniche.
Secondo le stime della Lipu, nella zona del Sulcis in Sardegna, sono almeno 300mila gli uccelli uccisi in maniera illegale e 18mila le trappole rimosse dall’organizzazione insieme ai carbinieri, ogni anno. In Italia l’obiettivo è ridurre del 30 per cento il numero di trappole attive in quest’area sarda.
“La nostra non vuole essere una campagna punitiva – rivela Elena D’Andrea, direttore generale Lipu-BirdLife Italia – ma insieme ai nostri colleghi greci e spagnoli cercheremo di aumentare la consapevolezza delle comunità locali sul fatto che l’uccisione di specie protette è fuorilegge, anche dando informazioni sulle ricadute del problema sulla biodiversità”.
Nel mirino del progetto entreranno particolari regioni del Sud Europa dove le attività di caccia illegale ai migratori è molto intensa: quella del Sulcis in Sardegna (Italia), alcune aree di Catalogna, Valencia e Aragona (Spagna) e le isole ioniche in Grecia. Oltre alla Lipu, in Italia sono coinvolti gli omologhi partner di BirdLife dei paesi interessati, come la Società ornitologica greca (HOS) e la Società ornitologica spagnola (SEO), insieme all’agenzia di comunicazione JWT, centrale nel progetto Ue, e il monastero Strofadia e San Dioniso di Zacinto.
La campagna a difesa degli uccelli migratori cambierà in base alla località e al tipo di caccia fuorilegge, che nel Sulcis prende di mira soprattutto il tordo bottaccio in autunno. Mentre in primavera nelle isole ioniche spara alle tortore selvatiche. E, ancora, in alcune regioni spagnole si catturano tordi e altre specie con un metodo locale (“parany”) che prevede l’uso di alti alberi intrecciati con pali cui sono attaccati bastoni pieni di colla o di vischio.
“Il nostro obiettivo – afferma D’Andrea – è anche quello di promuovere un cambiamento socio-culturale nelle giovani generazioni, oltre a rafforzare i rapporti con le forze dell’ordine, per metterle in rete fra loro e aumentare le conoscenze sulle specie e la loro protezione”.

Tag: animali, caccia, maltrattamenti
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