SVIZZERA, LE “SIGNORE DEI GATTI” CONTRO I CACCIATORI DI RANDAGI

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Nel mirino la legge sull’attività venatoria

In una vecchia fattoria nella riserva naturale di Creux-du-Van, nella Val de Travers, nel cantone svizzero Neuchâtel, ci sono Tomi Tomek e Elisabeth Djordjevic, ormai conosciute in tutto il mondo come le “signore dei gatti”. A loro si deve se in Svizzera le pelli di cane e gatto non possono più essere vendute. Ed è, ancora, merito loro l’apertura del rifugio “SOS Chats”.
Non solo. A fine mese uscirà un libro sulla loro storia: una biografia scritta da Bernadette Richard e con prefazione di Brigitte Bardot. Avete letto bene, proprio la B.B. presidente dell’omonima fondazione animalista che è stata fra le prime a sottoscrivere la seconda raccolta di firme (ancora in corso) per modificare l’art. 5 della Legge federale sulla caccia laddove consente, pensate, di poter sparare ai gatti randagi. Finora Tomi Tomek e Elisabeth Djordjevic hanno consegnato al Parlamento 20.000 firme, ma non sembra bastare.
“I sette saggi (i consiglieri federali, ndr) hanno cercato di boicottarci più volte – ha detto Tomi Tomek al “Corriere del Ticino”-. La signora Leuthard ci ha scritto di lasciar perdere perché secondo lei i gatti inselvatichiti cacciano gli uccelli e sono quindi un rischio per la natura. Se fosse questo il vero motivo, dovrebbero permettere di sparare anche ai gatti domestici che cacciano altrettanti volatili”.

Tag: animali, caccia, maltrattamenti
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