SAMARCANDA, 180 PAESI DISCUTONO DEL DESTINO DELLE SPECIE PROTETTE

La restrizione del commercio delle anguille, una proposta per riabilitare la vendita dei corni di rinoceronte e la protezione degli squali sono all’ordine del giorno delle discussioni mondiali sulla fauna selvatica che si terranno a partire da oggi in Uzbekistan. Più di 180 nazioni e esperti di protezione della biodiversità – riportano Gea/Afp – si riuniranno a Samarcanda per discutere decine di proposte relative al commercio e alla protezione della fauna selvatica. La conferenza riunirà i firmatari della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (Cites), considerata il quadro di riferimento in materia. Tra le proposte più controverse di quest’anno figura quella che vorrebbe proteggere maggiormente due specie di anguille, un piatto popolare in alcune regioni dell’Asia. La Cites regola il commercio di circa 36.000 specie, classificate in diverse categorie, ciascuna con restrizioni diverse. Quello delle specie elencate nell’Allegato I, considerate le più minacciate al mondo, è quasi completamente vietato. Le specie dell’Allegato II sono soggette a un ulteriore esame e certificazione prima di poter essere commercializzate. L’anguilla europea è considerata in pericolo critico di estinzione ed è stata aggiunta all’Allegato II nel 2009. Diversi paesi vorrebbero aggiungere due specie di anguille all’Allegato II: l’anguilla giapponese (anguilla japonica) e l’anguilla americana (anguilla rostrata). I sostenitori di questa proposta ritengono che sia impossibile distinguere le tre specie quando gli animali sono giovani, momento in cui vengono generalmente commercializzati, il che significa che l’anguilla europea viene spesso venduta con un altro nome. Ma il Giappone si oppone: il paese è un grande consumatore di anguille e ha avviato una campagna concertata di lobbying per cercare di far fallire l’emendamento, sostenendo che la misura rischia di provocare un “aumento del bracconaggio e del contrabbando doloso”. Un’altra proposta controversa è quella di autorizzare i governi a vendere le riserve di avorio di elefante e corna di rinoceronte. I suoi sostenitori sostengono che i governi dovrebbero poter vendere queste scorte per contribuire a finanziare la salvaguardia della biodiversità. Ma molti gruppi di protezione degli animali ritengono che la ripresa delle vendite non farà altro che incoraggiare il commercio illegale. “Non appena si legalizza questo commercio, si apre la strada al riciclaggio di avorio e corna di rinoceronte sui mercati asiatici, dove ciò ha causato così tanti problemi”, ha avvertito Matt Collis, direttore politico senior dell’International Fund for Animal Welfare.

(Foto di repertorio)

Tag: animali, Cites, Samarcanda, squali
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