Circa 2.900 bovini sono arrivati ieri nel porto di Bengasi a bordo della nave “Spiridon 2”, dopo oltre due mesi trascorsi in mare fra rifiuti sanitari e assenza di un porto di destinazione. Lo riferisce “Fawasel Media”, secondo cui l’unita’ era stata respinta dalla Turchia per “gravi irregolarita’”, tra cui decine di capi morti, problemi documentali e mancanza delle marcature elettroniche previste per il bestiame importato. Dopo il diniego turco, la nave – partita dall’Uruguay – ha navigato senza una rotta definita finche’ non ha fatto scalo a Bengasi per rifornirsi, sollevando timori che la Libia possa diventare una “tappa forzata” per spedizioni considerate ad alto rischio sanitario. La testata libica ricorda che la vicenda ha attirato l’attenzione delle organizzazioni internazionali, che hanno descritto l’unita’ come un possibile “cimitero galleggiante”, a causa delle condizioni critiche degli animali dopo settimane in mare. Secondo “Fawasel Media”, resta incerto il futuro della nave: alcune ipotesi indicano il possibile proseguimento verso il Libano, mentre cresce il dibattito sugli effetti di una filiera commerciale che spesso manca di controlli sanitari adeguati e rischia di coinvolgere porti mediterranei non direttamente parte della vicenda.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...



