Il Consiglio dell’Unione europea e il Pe non sono riusciti a trovare un accordo in trilogo sul regolamento che modifica l’organizzazione comune dei mercati (Ocm), che prevede tra le altre cose il divieto dell’utilizzo di termini che riguardano la carne come “burger” o “salsiccia” per prodotti a base vegetale. A quanto si apprende, i negoziati hanno fatto registrare progressi; tuttavia, sono necessari ulteriori approfondimenti tecnici e politici per giungere a un accordo definitivo. “Purtroppo, oggi non siamo riusciti a raggiungere un accordo con il Parlamento europeo sull’adeguamento dell’organizzazione comune dei mercati agricoli. Per noi era importante ridurre al minimo le norme inutili e gravose e, guardando al futuro, dobbiamo prendere piu’ seriamente le raccomandazioni del rapporto Draghi. Questo vale sia per le regole sui contratti scritti sia per l’uso delle denominazioni delle carni”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura danese (presidente di turno dell’Ue), Jacob Jensen. Non e’ previsto un nuovo trilogo per sbloccare la situazione entro la fine dell’anno, con la presidenza cipriota – al via il primo gennaio 2026 – che sara’ quindi chiamata a trovare un compromesso tra la posizione del Parlamento, che ha inserito l’emendamento che vieta il cosiddetto “meat sounding”, e il Consiglio, in cui diversi Stati membri, tra cui la Germania, si oppongono alla proposta.
Editoriale
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