CLIMA: PER STUDIO SVEDESE ANCHE ANCHE LE SCIE DEGLI AEREI INQUINANO

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L’impatto climatico dell’aviazione va oltre le emissioni di anidride carbonica. Un nuovo studio condotto dalla Chalmers University of Technology, dall’Università di Göteborg (Svezia) e dall’Imperial College (Regno Unito) rivela che le scie di condensazione possono rappresentare una parte significativa del costo climatico complessivo dell’aviazione. Lo studio dimostra inoltre che l’impatto climatico può essere ridotto ottimizzando le rotte di volo. In un nuovo articolo pubblicato su Nature Communications, ‘The social costs of aviation CO₂ and contrail cirrus’, i ricercatori dimostrano che sia le emissioni di CO2 sia la formazione di scie di condensazione contribuiscono in modo significativo all’impatto climatico dell’aviazione e che i costi sociali associati variano notevolmente a seconda delle condizioni meteorologiche e delle decisioni relative alle rotte. Gli esperti hanno scoperto che, a livello globale, le scie di condensazione rappresentano circa il 15% dell’impatto climatico dell’aviazione se misurato in termini economici. Dopo aver analizzato anche quasi mezzo milione di voli attraverso l’Atlantico settentrionale, il team di ricerca ha generato nuove intuizioni che possono aiutare sia l’industria che i responsabili politici a orientare il settore dell’aviazione verso operazioni più ottimali dal punto di vista climatico. Attingendo a dati meteorologici e di volo approfonditi, in combinazione con un modello di scie di condensazione e un modello climatico-economico avanzato, i ricercatori hanno stimato il costo climatico e sociale attribuibile a ciascuna fonte di emissione. “La nostra ricerca fornisce una base per strategie volte a ridurre l’impatto climatico delle scie di condensazione. I nostri calcoli possono essere utilizzati per ottimizzare le rotte di volo tenendo conto dell’impatto climatico insieme, ad esempio, al costo del carburante e al tempo di viaggio. I risultati forniscono agli operatori aerei e alla gestione del traffico aereo nuovi strumenti per l’ottimizzazione climatica. Ciò potrebbe portare significativi benefici climatici e sociali”, afferma Susanne Pettersson, ricercatrice post-dottorato presso il Dipartimento di Spazio, Terra e Ambiente della Chalmers. Lo studio mostra che il 38% dei voli genera scie di condensazione che hanno un effetto di riscaldamento. Mostra inoltre che, dal punto di vista climatico, sarebbe vantaggioso ridurre la formazione di scie di condensazione di quasi tutti questi voli attraverso una leggera modifica delle rotte, al fine di evitare la formazione di scie di condensazione, anche se ciò comportasse un leggero aumento delle emissioni di anidride carbonica. “Le nuove conoscenze forniscono anche una base per l’elaborazione di nuove normative e strumenti politici volti a ridurre l’impatto climatico del trasporto aereo. La Commissione Europea sta attualmente lavorando a proposte per orientare il settore dell’aviazione verso un minore impatto sul clima, e il nostro nuovo studio potrà, si spera, sostenere questo processo”, afferma Daniel Johansson, professore associato presso il Dipartimento di Spazio, Terra e Ambiente della Chalmers e uno degli autori principali del prossimo rapporto sul clima dell’IPCC.

Tag: aereo
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