Tempo di statistiche a conclusione della “Operazione Recall”, giunta alla sua decima edizione, realizzata tra ottobre e dicembre di quest’anno in vari ambiti territoriali della provincia di Roma e portata avanti dai militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma con la collaborazione delle guardie volontarie venatorie della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Le aree di intervento sono state principalmente quelle dove notoriamente si riscontra la presenza di allodole e tordi, che proprio nei mesi di ottobre e novembre migrano attraversando il Lazio. Queste due specie sono spesso vittime della caccia illegale che prevede l’uso di richiami elettronici i quali, riproducendo il verso degli uccelli, attirano gli animali facilitandone l’abbattimento da parte dei bracconieri e nel contempo disturbano le rotte migratorie, con enormi danni al patrimonio faunistico e conseguentemente alla biodiversità; i piccoli uccelli migratori, infatti, si posano a terra attirati dai potenti richiami, ma spesso, stanche per il viaggio di migrazione, non hanno le energie né la disponibilità alimentare per riprendere il volo e vanno incontro a morte per sfinimento e stenti. Sono 19, nel complesso, le persone denunciate nel corso delle varie giornate operative con la contestazione, in 18 casi, dell’utilizzo di richiami vietati; la Direttiva 2009/147/CE (Direttiva Uccelli) prevede all’allegato IV il divieto di utilizzare registratori.
Inoltre, la Legge 157/92 sulla protezione della fauna e del prelievo venatorio prevede, all’articolo 21, il divieto di utilizzo di richiami a funzionamento elettronico e stabilisce, all’articolo 30, per il loro utilizzo, la sanzione penale con un’ammenda fino a 1.549 euro. Sono stati inoltre inoltrate, in 2 casi, denunce per abbattimento di specie protette in altri 2 casi per manipolazione di anelli di richiami vivi e, infine, in un caso, per porto abusivo di arma da fuoco. Complessivamente sono stati sequestrati penalmente 18 fucili e relativo munizionamento, 9 richiami illegali, 1 rete per uccellagione e 30 allodole utilizzate come richiami vivi. Sequestrata anche fauna illegalmente abbattuta: 23 allodole, 17 tordi bottaccio, 2 piccioni, 5 merli, a cui si sommano 30 allodole utilizzate come richiami vivi. Contestualmente sono state notificate 33 sanzioni amministrative, per un importo complessivo pari a 4.700 € circa: 25 sanzioni per omesse segnature di capi abbattuti e giornata di caccia sul tesserino venatorio regionale, 2 per il mancato rispetto della normativa sulla circolazione fuoristrada, 1 per eccesso di carniere, 4 per mancato rispetto delle distanze, 1 per mancata raccolta dei bossoli.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
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