La polizia dello Sri Lanka ha arrestato tre uomini accusati di crudeltà sugli animali dopo la pubblicazione di un video che li mostrava mentre bruciavano vivo un elefante selvatico, scatenando l’indignazione sui social media. I tre potrebbero teoricamente rischiare la pena di morte. I sospettati, di età compresa tra 42 e 50 anni, sono stati arrestati nel distretto centro-settentrionale di Anuradhapura, circa 200 chilometri a nord di Colombo. Rimarranno in custodia cautelare fino al 24 dicembre in attesa dei risultati di un’indagine sull’incidente. Secondo i funzionari della fauna selvatica, l’animale è stato prima ferito a colpi d’arma da fuoco e poi bruciato vivo. I tentativi dei veterinari di salvarlo sono stati vani. Gli elefanti sono considerati sacri in Sri Lanka e protetti dalla legge, ma gli agricoltori e gli abitanti dei villaggi remoti a volte prendono di mira i pachidermi selvatici che razziano i raccolti. I bracconieri che uccidono un elefante rischiano la pena di morte, anche se non si sono verificate esecuzioni dal 1976 e la pena di morte viene automaticamente commutata in ergastolo. Negli ultimi cinque anni, l’ostilità fra agricoltori ed elefanti selvatici hanno causato la morte di circa 400 elefanti e 200 persone ogni anno. Lo Sri Lanka ospita circa 7.000 elefanti selvatici, considerati un tesoro nazionale per la loro importanza nella cultura buddista.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...
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