CLIMA, ENTRO IL 2100 LA REDDITIVITA’ DEI PASCOLI POTREBBE RIDURSI ALMENO DEL 30 PER CENTO

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Un nuovo studio condotto presso il Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) mostra che i sistemi di allevamento basati sui pascoli – che attualmente coprono un terzo della superficie terrestre e rappresentano il più grande sistema di produzione al mondo – subiranno una forte contrazione con l’aumento delle temperature globali. A seconda dello scenario analizzato, il 36-50% dei terreni con condizioni climatiche adatte al pascolo oggi subirà una perdita di redditività entro il 2100, con ripercussioni su oltre 100 milioni di pastori e fino a 1,6 miliardi di animali al pascolo. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica PNAS , individua uno “spazio climatico sicuro” per il pascolo di bovini, ovini e caprini. Ad oggi, questi sistemi agricoli hanno prosperato entro determinati intervalli di temperatura (da -3 a 29 °C), precipitazioni (tra 50 e 2627 millimetri all’anno), umidità (dal 39 al 67%) e velocità del vento (tra 1 e 6 metri al secondo). “Il cambiamento climatico modificherà e ridurrà significativamente questi spazi a livello globale, lasciando meno spazi per il pascolo degli animali. È importante sottolineare che gran parte di questi cambiamenti si faranno sentire in paesi che già soffrono la fame, l’instabilità economica e politica e livelli più elevati di disuguaglianza di genere”, ha commentato l’autore principale Chaohui Li, ricercatore del PIK all’epoca dello studio e ora al Barcelona Supercomputing Center. “L’allevamento basato sui pascoli dipende fortemente dall’ambiente, inclusi fattori come temperatura, umidità e disponibilità idrica. Ciò che osserviamo è che il cambiamento climatico ridurrà gli spazi in cui il pascolo può prosperare, mettendo a dura prova pratiche agricole che esistono da secoli”, ha spiegato Maximilian Kotz, un altro coautore dello studio e ricercatore presso il Barcelona Supercomputing Center e il PIK. Gli autori sottolineano che l’Africa sarà particolarmente vulnerabile. Le praterie africane potrebbero ridursi del 16% in uno scenario a basse emissioni, o fino al 65% in un futuro in cui i combustibili fossili continueranno a espandersi, poiché le temperature nel continente si attestano già al limite superiore dello spazio climatico sicuro identificato come adatto al pascolo. “Ridurre le emissioni abbandonando rapidamente i combustibili fossili è la strategia migliore che abbiamo per minimizzare questi danni potenzialmente esistenziali per l’allevamento del bestiame”, ha concluso Li.

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