Quattro anni e due mesi di reclusione al netto di alcune assoluzioni e di altre dichiarate prescrizioni. E’ la pena inflitta nel primo pomeriggio dal Tribunale di Ravenna all’ex veterinario 52enne Mauro Guerra imputato tra le altre cose per reati tributari e per maltrattamento e uccisione di animali per eutanasie ritenute improprie. Il giudice Piervittorio Farinella ha anche disposto la confisca del suo ex ambulatorio medico nella frazione ravennate di Sant’Antonio con le attrezzature; la confisca delle somme sequestrate fino a raggiungere 213 mila euro, differenza tra le imposte ritenute evase e quanto restituito all’Erario; il dissequestro della stanza per la preparazione del miele; l’interdizione ai pubblici uffici per 5 anni; e quella dalla professione per tre anni. Di recente, in seguito al procedimento disciplinare aperto proprio come conseguenza di quello legale, il 52enne è stato radiato fino all’appello, con decisione quindi esecutiva. Guerra è stato condannato anche a risarcire le parti civili: Enpa odv ,Lega Nazionale per la difesa del cane; Animal Liberation odv; Oipa Italia onlus; Lega Antivivisezione ets. Il co-imputato – un 46enne originario di Locri (Reggio Calabria) e residente a Ravenna accusato per un paio di reati minori – è stato condannato a cinque mesi con pena sospesa e non menzione. La Procura aveva chiesto 13 anni e quattro mesi: 7 anni per i reati fiscali a partire dai 615 mila euro trovati a Guerra in una scatola di polistirolo in garage durante una perquisizione del 10 dicembre 2020. E 6 anni 4 mesi per i reati sugli animali (maltrattamenti e uccisioni legate a eutanasie ritenute improprie), 6 anni 4 mesi e 100 mila euro di multa. La difesa aveva invece chiesto che venisse assolto.
Tanti i sostenitori dell’ex veterinario che hanno seguito l’intero processo fino alla lettura del verdetto. L’indagine era partita dalla storia di Balto, un vecchio labrador soppresso il 19 agosto 2020 per eutanasia. Ed era culminata in quello che era stato indicato dalla Pm Marilù Gattelli come ‘metodo Guerra’ o ancora ‘sistema Guerra’. Su tutto aleggiava una “”enorme quantità di Tanax”, il farmaco usato per le eutanasie: “diciannove confezioni a fronte di mancanza di analgesici”, farmaci necessari per addormentare l’animale prima di poterlo sopprimere. Altrimenti morirebbe soffocato e cosciente. Una ricostruzione farneticante e senza logica – aveva detto l’avvocato difensore Claudio Maruzzi -. E sulla componente sadica che gli è stata attribuita, non c’è nessun aggancio con la realtà: pura invenzione». Sul fronte fiscale, per l’altro avvocato difensore, Antonio Vincenzi, l’evasione complessiva era stata contestata a 1,65 milioni di euro solo perché non si era tenuto conto delle altre entrate registrate, oltre a quella da veterinario, e dello stile di vita particolarmente frugale dell’imputato. “Percorreremo ogni strada per fare emergere la verità”, ha detto l’avvocato Maruzzi dopo la lettura della sentenza.
Editoriale
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