UCCISIONE ORSA F36, CASSAZIONE RIGETTA RICORSO PROVINCIA DI TRENTO

La Corte di Cassazione mette un punto fermo nella vicenda dell’orsa F36 e conferma la correttezza della sentenza con cui il Consiglio di Stato aveva annullato il decreto di uccisione disposto dalla Provincia autonoma di Trento. Lo comunicano le associazioni animaliste Lndc Animal Protection, Lav ed Wwf Italia, assistite dai legali Paolo Emilio Letrari e Michele Pezone. È stato infatti rigettato il ricorso promosso dalla Provincia autonoma di Trento contro la sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato il provvedimento di uccisione dell’orsa F36, riconoscendo gravi criticità nell’istruttoria e nella qualificazione dei fatti posti a fondamento della decisione amministrativa. Secondo le associazioni, “con questa ordinanza, la Suprema Corte conferma un principio essenziale: quando una pubblica amministrazione dispone misure estreme nei confronti di un animale appartenente a una specie particolarmente protetta, il controllo del giudice amministrativo non è un passaggio formale, ma una garanzia sostanziale di legalità”. La Corte ha infatti riconosciuto che il Consiglio di Stato ha “legittimamente rilevato come la Provincia autonoma di Trento e l’Ispra avessero erroneamente qualificato il comportamento dell’orsa F36, omettendo di considerare elementi decisivi emersi dall’istruttoria e travisando il significato degli episodi contestati. Infatti, come ribadisce l’ordinanza della Corte di Cassazione, la reazione di F36 all’incontro con due persone il 30 luglio 2023 è dipesa dal fatto che questi ultimi ‘non si erano attenuti alle regole diffuse dalla stessa amministrazione provinciale in caso di incontri con orsi'”.

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