CACCIA, DA GIORDANO BRUNO GUERRI UN ALTRO “NO” ALLA DEREGULATION

Dopo l’approvazione al Senato, la discussione sulla proposta di legge di riforma della normativa sulla tutela della fauna e sulla regolamentazione del prelievo venatorio è approdata alla Camera dove la scorsa settimana sono già iniziate le consultazioni. Giordano Bruno Guerri ha affidato al WWF Italia una sua chiara presa di posizione: “Una società civile si misura anche da come tratta gli animali e da quanto è capace di difendere il proprio ambiente. Per questo ritengo che la nuova proposta di legge sia una scelta sbagliata e che debba essere ripensata nell’interesse della natura, della sicurezza dei cittadini e del bene comune”. Nel frattempo, la petizione del WWF Italia ha superato ad oggi le 410.000 firme e viaggia verso le 500.000 che è il numero di firme necessarie in Italia per indire un referendum abrogativo. Il WWF Italia ha da subito evidenziato le gravissime conseguenze che questa riforma comporterebbe sulla fauna, sull’ambiente, sulla sicurezza e sul bilancio dello Stato: prolungare i periodi di caccia, ridurre le aree naturali protette per aumentare le zone destinate alla caccia, cancellare l’indirizzo di ISPRA sulla gestione faunistica, aumentare le specie cacciabili, consentire e potenziare pratiche vergognose come i richiami vivi, consentire la caccia in aree demaniali costituiscono un attacco senza precedenti all’ambiente e alla biodiversità, contrario alla Costituzione e alle direttive europee fatte proprie dallo Stato italiano. “Come WWF Italia intendiamo rivolgere due appelli”, dichiara Luciano Di Tizio, presidente WWF Italia. “Il primo è alle donne e agli uomini della cultura e della scienza: se ancora non lo avete fatto, fate sentire la vostra voce. Questo è il momento di dare un segnale chiaro e dire da che parte si sta: dalla parte dell’ambiente e della sua tutela come sanciscono gli articoli 9 e 41 della Costituzione o dalla parte di chi vorrebbe stravolgere l’unica legge di tutela della fauna in Italia per accontentare una piccolissima minoranza (meno dell’1% degli italiani) che ancora provano piacere nel togliere la vita ad essere viventi. Il secondo è alle italiane e agli italiani che sappiamo essere in larghissima parte contrari alla caccia: aiutateci in questa battaglia per difendere la biodiversità del nostro Paese, firmate la nostra petizione, partecipate ai sit-in di protesta che stiamo organizzando in tante città italiane e contattate i parlamentari eletti nella vostra circoscrizione chiedendo loro di votare contro questa riforma. In democrazia la mobilitazione è fondamentale e chi è stato eletto per rappresentarci deve comprendere che non può votare in Parlamento secondo gli interessi delle lobby dei cacciatori e dei produttori di armi, ma seguendo la volontà di chi li ha eletti”.

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