L’Ente Nazionale Protezione Animali rende pubblico l’appello del professor Mark Bekoff (nella foto), tra i più autorevoli etologi e studiosi del comportamento animale a livello internazionale, che interviene nel dibattito sulla proposta di smantellamento della legge 157/1992 – relativa alla tutela della fauna selvatica – in favore della caccia e attualmente all’esame del Parlamento italiano.
Bekoff, professore emerito di Ecologia ed Evoluzione all’Università del Colorado di Boulder, esprime forte preoccupazione per un provvedimento che, a suo giudizio, rischia di compromettere la tutela della biodiversità e di allontanare l’Italia dalle più consolidate evidenze scientifiche. «Come la comunità scientifica italiana, anche quella internazionale guarda con grande preoccupazione a quanto sta accadendo in Italia», afferma Bekoff. «La proposta di legge amplierebbe le possibilità di caccia aumentando le specie cacciabili, estendendo i periodi di attività venatoria, riducendo le aree naturali protette e favorendo ulteriormente l’utilizzo dei richiami vivi.»
Lo scienziato sottolinea inoltre come il testo riduca drasticamente il ruolo della comunità scientifica nelle decisioni riguardanti la fauna selvatica. «Le valutazioni scientifiche sulla conservazione della fauna diventerebbero non vincolanti, lasciando le decisioni alla politica. Eppure la maggioranza dei cittadini italiani è contraria alla caccia e sta manifestando contro queste modifiche.»
Bekoff evidenzia anche l’incoerenza tra il provvedimento e la crisi ambientale globale.
«Questi cambiamenti non hanno nulla a che vedere con la tutela dell’agricoltura o con una gestione scientifica della fauna. Arrivano in un momento in cui il mondo sta affrontando una crisi senza precedenti della biodiversità e gli effetti sempre più gravi del cambiamento climatico.»
Il professor Bekoff conclude con un appello rivolto alle istituzioni italiane.
«Chiediamo al Governo italiano di riconsiderare questa proposta, fermarne l’approvazione, ascoltare la comunità scientifica e la volontà dei cittadini. Proteggere la fauna selvatica e la biodiversità non è soltanto una responsabilità italiana: è una priorità globale.»
La presidente nazionale di ENPA, Giusy D’Angelo, sottolinea come l’intervento del professor Bekoff confermi che le critiche alla PDL 2984, già DDL 1552 al Senato non provengono soltanto dal mondo animalista ambientalista, giuridico ed europeo, ma trovino solide basi nella ricerca scientifica internazionale.
«La PDL “Sparatutto” 2984 rappresenta una visione del territorio che appartiene al passato. La fauna selvatica non è un ostacolo da eliminare, ma una componente essenziale degli ecosistemi, da comprendere e proteggere con rigore scientifico. La convivenza tra persone e animali si costruisce attraverso la conoscenza, non con l’ampliamento delle possibilità di uccisione.
Le parole del professor Mark Bekoff ci ricordano una verità semplice ma profonda: scienza e compassione non sono alternative, ma alleate. Una società che rispetta gli animali è una società più evoluta, più sicura e più capace di affrontare le grandi sfide ambientali del nostro tempo. La conservazione non può prescindere dal riconoscimento del valore intrinseco di ogni essere vivente e del ruolo che ogni specie svolge negli equilibri naturali.
Guardiamo a Yellowstone: dopo decenni di alterazioni causate dalla scomparsa dei grandi predatori, il ritorno del lupo ha avviato un processo di riequilibrio che ha favorito la rigenerazione di boschi, corsi d’acqua, castori, uccelli e di numerose altre specie. Non è una favola, ma una delle più importanti lezioni scientifiche dell’ecologia moderna: quando la natura viene rispettata, è capace di rigenerarsi.
Le associazioni animaliste non difendono gli animali per ideologia. Li tutelano con conoscenza, coscienza e responsabilità, promuovendo strategie fondate sulla ricerca scientifica, sulla prevenzione dei conflitti e sulla gestione ecologica e non cruenta della fauna. Difendere gli animali significa difendere la biodiversità, la salute degli ecosistemi e, quindi, anche il benessere delle persone.
L’Italia ha bisogno di politiche ambientali che investano nel monitoraggio scientifico, nella prevenzione dei danni, nella coesistenza con la fauna selvatica e nell’educazione ambientale, non di norme che rischiano di alimentare una subcultura dell’emergenza permanente. Il futuro si costruisce con la scienza, non con i fucili.»
Per ENPA, il sostegno di una delle figure più autorevoli dell’etologia mondiale conferma come le preoccupazioni espresse dal mondo scientifico non siano isolate, ma condivise dalla comunità internazionale. L’associazione rinnova quindi l’appello al Parlamento affinché la tutela della biodiversità, sancita dall’articolo 9 della Costituzione, prevalga su ogni tentativo di indebolire le garanzie previste per la fauna selvatica e affinché il confronto su un tema così delicato torni a fondarsi sulle evidenze scientifiche e sull’interesse collettivo, non su logiche ideologiche o di parte. (Foto: Michael Noonan)
Editoriale
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