La Francia introdurrà un “divieto totale di importazione dei trofei di caccia provenienti da specie minacciate” e , a partire da oggi, sospende l’esame di tutte le domande d’importazione. Lo ha annunciato il ministro per la transizione ecologia Mathieu Lefèvre, nell’ambito di un più ampio pacchetto di provvedimenti a favore della fauna selvatica che saranno assunti alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. “Dall’autunno – spiega – un decreto ministeriale renderà molto più rigorosi i criteri di valutazione, richiedendo solide prove scientifiche e ambientali relative alla tracciabilità e alla conservazione delle specie. La Francia promuoverà questa iniziativa anche a livello europeo”.
Sarà presto pubblicato anche il decreto che istituisce una “lista positiva” per la detenzione di animali da compagnia. “Per porre fine agli abusi legati alla detenzione privata di animali selvatici – afferma Lefèvre – stiamo definendo l’elenco specifico delle specie non domestiche di cui è consentita l’adozione. Il decreto che stabilisce i criteri di valutazione sarà pubblicato entro tre mesi. Entro la fine dell’anno, incaricheremo l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria (ANSES) di costituire un gruppo di esperti indipendenti per valutare scientificamente ogni specie, taxon per taxon (mammiferi, uccelli, rettili e anfibi)”.
Par quanto riguarda l’attuazione della legge del 30 novembre 2021, il ministro annuncia la prossima pubblicazione del decreto sulle sanzioni e della relativa circolare per rafforzare i controlli sulle condizioni di detenzione degli animali selvatici — in particolare nei circhi itineranti. Il governo continuerà a sostenere economicamente i professionisti del settore attraverso un apposito piano di finanziamento. “Per offrire un sostegno concreto sul campo . conclude il ministro – in autunno lanceremo un nuovo bando per manifestazioni di interesse (AMI) volto ad aumentare la capacità di accoglienza dei rifugi che ospitano animali sequestrati o abbandonati. Infine, in stretta collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, stiamo avviando misure per vietare l’ibridazione tra specie domestiche e non domestiche: un fenomeno, osservato in particolare nei serval e nei caracal, che alimenta il traffico illegale e compromette il benessere degli animali”



