TOSCANA, STRAGE DI PICCOLI DI CAPRIOLO. ON. BRAMBILLA: “SCEMPIO”

Un’altra strage assurda e crudele, un altro regalo alle lobby dei cacciatori e dei coltivatori da parte della Regione Toscana. Dal 15 agosto, e fino al 30 settembre, si applica la disposizione più odiosa del “Piano  di prelievo del capriolo” approvato il 25 maggio scorso: è possibile cacciare femmine e piccoli di capriolo, una vergogna che va avanti da anni. “Si tratta – osserva l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA) – di un vero e proprio sterminio indiscriminato, perché in questo periodo dell’anno i cuccioli non sono svezzati: uccidere la madre significa uccidere anche I neonati. Nel nostro CRAS salviamo tantissimi piccoli orfani”. L’ISPRA infatti, sulla caccia a madri e piccoli e su altri aspetti del piano, ha dato parere negativo, ma la Regione Toscana non ne ha tenuto alcun conto. Il tutto è reso ancor più insensato da un dato incontrovertibile: in sette anni la popolazione di caprioli in Toscana si è già ridotta di un quarto e la densità è addirittura crollata del 40 per cento.

“Tanto basta – osserva l’on. Brambilla – per concludere che l’atteggiamento nei confronti della fauna selvatica è sempre lo stesso: se una specie dà fastidio, o si pensa che possa dare fastidio, semplicemente si autorizzano i cacciatori a sparare, senza tenere in alcun conto considerazioni etiche e scientifiche. A questo punto chiedo che la Regione, con un provvedimento d’urgenza, faccia marcia indietro e impedisca lo scempio”.

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