La prossima grande frontiera dell’energia geotermica potrebbe trovarsi non sulla terraferma, ma a migliaia di metri sotto la superficie degli oceani, nelle aree in cui vulcani e sorgenti idrotermali liberano enormi quantità di calore proveniente dall’interno della Terra. È su questa possibilità che sta lavorando Endurance Energy, startup di Seattle impegnata nello sviluppo di sistemi capaci di trasformare il calore delle sorgenti idrotermali sottomarine in elettricità. A settembre, la società prevede di installare un generatore geotermico da 100 kilowatt sul fondale marino al largo dell’Oregon, in prossimità di una sorgente idrotermale dove le temperature possono raggiungere circa 750 gradi Fahrenheit, equivalenti a circa 400 °C. Sarà il quinto progetto pilota dell’azienda e rappresenterà un nuovo banco di prova per capire se l’energia geotermica offshore possa passare dalla sperimentazione a una tecnologia commercialmente competitiva. L’obiettivo è particolarmente ambizioso: sfruttare una risorsa energetica disponibile 24 ore su 24, indipendente dal sole e dal vento, evitando contemporaneamente alcuni dei principali ostacoli che rallentano la costruzione di grandi infrastrutture energetiche sulla terraferma. Endurance Energy punta al calore nascosto sotto l’oceano L’idea alla base del progetto è relativamente semplice, anche se la sua realizzazione ingegneristica è estremamente complessa. Le zone vulcanicamente attive dei fondali oceanici possono ospitare sorgenti idrotermali caratterizzate da temperature elevatissime. L’acqua penetra nelle fratture della crosta terrestre, viene riscaldata dalle rocce e dal magma sottostante e successivamente ritorna verso il fondale.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...



