ADESSO TOCCA AGLI ORSI: I PAESI DELL’EST VOGLIONO RIDURRE LA PROTEZIONE

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Non bastavano i lupi, ora tocca agli orsi. I Paesi dell’Europa orientale chiedono all’Ue di ridurre protezione della fauna selvatica. Nello specifico, «una proposta avanzata in una recente riunione dei ministri dell’agricoltura dell’UE prevede di declassare la protezione dell’orso bruno allo stesso livello di quella del lupo». È quanto evidenzia un servizio pubblicato su El Confidencial e su New Eastern Europe nell’ambito del progetto internazionale PULSE, in cui si sottolinea che «gli ambientalisti affermano che ciò equivarrebbe a un regalo ai cacciatori e non risolverebbe il problema di fondo».
«Nell’Europa orientale, una disputa sugli orsi sta costringendo i politici a fare da arbitri tra ambientalisti e cacciatori. Sebbene le foreste di Romania e Slovacchia rappresentino solo il 5,5% della superficie boschiva totale d’Europa, ospitano più della metà degli orsi bruni europei – prosegue il servizio -. I governi dei due paesi stanno usando questo argomento per chiedere che lo status di protezione dell’orso bruno venga ridotto, come è già stato fatto per il lupo».
La Romania ospita la più grande popolazione di orsi bruni in Europa al di fuori della Russia (sebbene non vi sia consenso sul numero esatto). «Nell’aprile 2025, il Ministero dell’Ambiente, dell’Acqua e delle Foreste rumeno ha presentato un rapporto che concludeva che, sulla base di un programma di campionamento avviato nel 2023 per estrarre il DNA da peli e feci, in Romania si trovavano tra i 10.419 e i 12.770 orsi – prosegue ancora -. Ipotizzando una popolazione di 11.500 orsi in Romania e 2.500 in Slovacchia (secondo il governo slovacco), queste cifre sono tre volte superiori al livello considerato ottimale dalle autorità, che è rispettivamente di 4.000 e 800 esemplari». L’orso bruno, rimarca il servizio, è attualmente classificato come specie rigorosamente protetta nell’Appendice II della Convenzione sulla conservazione della fauna selvatica e degli habitat naturali europei. «Se l’orso bruno venisse riclassificato da “rigorosamente protetto” a “protetto” – ricostruisce il servizio in cui si intervista anche Cristian-Remus Papp, direttore per la fauna selvatica e il paesaggio presso la sezione rumena del WWF – , ciò avrebbe implicazioni «sia per l’ecologia che per la governance».
Dal punto di vista della conservazione, sostiene Papp, una tale decisione «potrebbe indebolire il quadro precauzionale che ha permesso alle popolazioni di grandi carnivori in Europa di riprendersi e stabilizzarsi negli ultimi decenni».
Per gli esperti «Modificare lo status giuridico non risolverebbe le cause del conflitto tra uomo e orso». «Alla base del conflitto non c’è tanto lo status di specie protetta degli orsi, quanto piuttosto fattori contingenti come “l’accesso a fonti di cibo di origine umana, una gestione inefficace dei rifiuti e la mancanza di misure preventive e di risposte efficaci”».
La proposta prevede che gli orsi bruni vengano gestiti allo stesso modo dei lupi. Ma quanto sono simili i due animali? Esistono delle somiglianze tra le due specie, “ma anche significative differenze ecologiche e gestionali”, afferma Papp. Entrambi sono considerati grandi carnivori, ma l’orso è onnivoro. In pratica, quindi, “pascola come una mucca e mangia più frutta che carne”.

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