Gli studenti italiani mostrano una consapevolezza ambientale superiore alla media Ocse. È quanto emerge dal Rapporto nazionale Ocse Pisa 2025 – riporta LaPresse – dal quale risulta che i ragazzi italiani si dichiarano più preparati dei coetanei dei Paesi Ocse soprattutto sugli effetti dell’inquinamento da plastica e sulla carenza di acqua. Sulle scorie nucleari, la deforestazione e l’estinzione di piante e animali, invece, la quota di studenti che dichiara di conoscere e saper descrivere questi temi è inferiore alla media internazionale, mentre sull’aumento dei gas serra non emergono differenze significative. Nel complesso, non si registrano differenze significative nella consapevolezza ambientale tra ragazze e ragazzi italiani, mentre resta marcato il divario legato al contesto familiare, con gli studenti avvantaggiati più consapevoli rispetto a quelli svantaggiati. Quanto alla fiducia nella propria capacità di contribuire al cambiamento ambientale, gli studenti italiani si collocano su livelli simili alla media Ocse. Più dell’80% ritiene di poter fare qualcosa per avere un impatto positivo sull’ambiente e che la collaborazione possa contribuire a risolvere i problemi ambientali. Sul piano delle competenze, il punteggio degli studenti italiani nella scala di scienze ambientali è di 482 punti, in linea con la media Ocse di 480. Anche in questo caso emerge un divario legato al background familiare: gli studenti provenienti dai contesti più avvantaggiati ottengono risultati mediamente superiori di 83 punti rispetto ai coetanei svantaggiati.
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