ECOFIN, AMBIENTALISTI A GIORGETTI: “TASSARE COMBUSTIBILI FOSSILI E INDUSTRIA MILITARE”

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Alla vigilia della riunione del Consiglio Ecofin, mentre le famiglie sostengono costi energetici esorbitanti a causa delle guerre in Iran e in Ucraina, le principali organizzazioni ambientaliste e pacifiste scrivono al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per chiedergli di dar seguito alla sua proposta di tassare le aziende fossili e di andare oltre, tassando anche l’industria militare e i super ricchi. “L’Europa ha bisogno di un sistema fiscale più giusto: le grandi fortune e i profitti derivanti dai combustibili fossili e dalla vendita di armi devono contribuire in misura equa”, scrivono Greenpeace Italia, Legambiente, ReCommon, Rete Italiana Pace Disarmo, Sbilanciamoci e WWF Italia in una lettera congiunta, che sottolinea la necessità dell’Unione Europea di accelerare la transizione energetica all’indomani di una delle estati più calde mai registrate, che ha causato almeno 35.000 morti in eccesso e un grave impatto economico. In vista della riunione del 9 ottobre, le sei organizzazioni chiedono di sostenere: una tassazione permanentemente più elevata degli utili delle società operanti nel settore dei combustibili fossili e delle armi, che vada oltre le misure temporanee relative agli utili straordinari, al fine di garantire che queste aziende contribuiscano in modo equo. I proventi dovrebbero essere destinati all’adattamento climatico, alle energie rinnovabili, alla sanità e a una giusta transizione verso l’abbandono dei combustibili fossili, a livello nazionale e internazionale, nell’ambito degli obblighi dell’Unione Europea in materia di finanziamento per il clima previsti dall’UNFCCC; una tassazione progressiva delle ricchezze estreme, garantendo che coloro che hanno la maggiore capacità contributiva – e una sostanziale responsabilità climatica attraverso le loro proprietà e i loro investimenti – contribuiscano in misura maggiore; una Convenzione quadro delle Nazioni Unite sulla cooperazione fiscale internazionale di ampio respiro che scoraggi gli investimenti in settori dannosi per l’ambiente, ponga fine all’evasione fiscale transfrontaliera e chiami i super ricchi responsabili dell’inquinamento a rispondere delle proprie azioni.

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