NASA-GOVERNO USA, ENTRO IL 2030 UN REATTORE NUCLEARE SULLA LUNA

Un reattore nucleare sulla superficie lunare entro il 2030 e una missione dimostrativa di propulsione nucleare nello spazio profondo gia’ nel 2028. Sono i due obiettivi principali della nuova collaborazione tra NASA e Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE), formalizzata oggi a Washington con la firma di un memorandum d’intesa per accelerare lo sviluppo delle tecnologie nucleari destinate all’esplorazione spaziale. L’accordo, sottoscritto dall’amministratore della NASA Jared Isaacman e dal segretario all’Energia Chris Wright, entrera’ in vigore il primo novembre e coinvolgera’ le due agenzie nella ricerca, nella produzione del combustibile, nei collaudi, nell’integrazione dei sistemi di lancio e nelle operazioni spaziali. “Stiamo entrando nell’era della NASA nucleare, che rappresenta una grande trasformazione per l’esplorazione spaziale”, ha dichiarato Isaacman. “L’energia nucleare ci permettera’ di andare piu’ lontano, operare piu’ a lungo e utilizzare veicoli spaziali e strumenti piu’ avanzati che mai. Il lavoro che stiamo svolgendo oggi pone le basi per i veicoli spaziali a fissione di domani e apre una frontiera completamente nuova per l’esplorazione e la scoperta”. L’intesa, denominata Accelerating American Leadership in Space Nuclear Power and Propulsion, rafforza la cooperazione gia’ esistente tra NASA e DOE nello sviluppo dei sistemi energetici a fissione e dei generatori a radioisotopi. La sicurezza, precisano le due agenzie, restera’ un requisito centrale in tutte le fasi dei programmi. Il primo appuntamento previsto e’ il lancio nel 2028 di Space Reactor-1 Freedom, indicato dalla NASA come il programma destinato a portare la propulsione nucleare dalla sperimentazione di laboratorio alle applicazioni operative nello spazio profondo. Il progetto dovra’ aprire la strada a Lunar Reactor-1, un sistema di produzione di energia elettrica mediante fissione nucleare progettato per sostenere una futura base permanente sulla Luna. L’obiettivo del reattore lunare risponde alle indicazioni contenute nell’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump nel dicembre 2025, che prevede lo sviluppo di un sistema pronto al lancio entro il 2030. La disponibilita’ di energia nucleare permetterebbe di alimentare habitat, sistemi di comunicazione, strumenti scientifici, rover e infrastrutture anche durante i lunghi periodi di oscurita’ della notte lunare o nelle regioni permanentemente in ombra. Secondo la NASA, le stesse tecnologie saranno fondamentali per affrontare le esigenze energetiche delle future missioni umane su Marte. I programmi Space Reactor-1 e Lunar Reactor-1 sono inoltre destinati a sostenere lo sviluppo di una filiera industriale statunitense specializzata nelle applicazioni nucleari spaziali. La collaborazione riguarda anche i sistemi a radioisotopi, gia’ utilizzati per fornire energia e calore alle missioni spaziali. Tra i programmi interessati figura Dragonfly, la missione NASA diretta verso Titano, la maggiore luna di Saturno, il cui lancio e’ previsto nel 2028. Il velivolo, grande quanto un’automobile, sara’ alimentato da un generatore termoelettrico a radioisotopi e utilizzera’ 24 unita’ di riscaldamento per mantenere operative le apparecchiature durante l’esplorazione. Il contributo statunitense interessera’ anche la missione europea ExoMars 2028. NASA e DOE prevedono infatti di fornire 24 unita’ di riscaldamento a radioisotopi al rover Rosalind Franklin dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), destinate a proteggere gli strumenti scientifici dalle temperature estremamente basse dell’ambiente marziano. Il rover avra’ il compito di studiare le condizioni che potrebbero aver consentito la presenza di vita su Marte, nel passato o nel presente. “Grazie al presidente Trump, la rinascita nucleare americana sta raggiungendo una nuova frontiera”, ha dichiarato Wright, sottolineando il ruolo del Dipartimento dell’Energia nel sostenere le missioni spaziali statunitensi. La firma e’ avvenuta durante il Golden Age Summit, organizzato dall’Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca a Washington. L’accordo definisce il quadro della cooperazione industriale e scientifica tra le due agenzie, mentre i programmi annunciati dovranno affrontare le successive fasi di sviluppo e verifica prima di diventare operativi.

(Nella foto: l’equipaggio dell’ultima missione che ha portato l’uomo sulla luna l’Apollo 17)

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