CORTEI, PDL VANNACCIANI: ANCHE I CANI CONTRO I VIOLENTI

Militari affiancati alle forze di polizia, con poteri di agenti di polizia giudiziaria, per ripristinare l’ordine pubblico, autorizzazione all’uso di proiettili di gomma e unità cinofile per disperdere le folle violente e non meno di sei anni di carcere per chi viene arrestato in flagranza per “delitti contro l’ordine pubblico”. E’ quanto prevede la proposta di legge sull’ordine pubblico di Futuro nazionale, a prima firma Edoardo Ziello, presentata in una conferenza stampa da Roberto Vannacci dopo le violenze di piazza dei giorni scorsi. Una pdl composta da sette articoli in cui, si legge, si risponde “all’urgente necessità di garantire la sicurezza dei cittadini e il supremo interesse dell’ordine pubblico di fronte al rigenerarsi di fenomeni di violenza organizzata in occasione di manifestazioni pubbliche”. Davanti a “indizi idonei” che nel corso di una manifestazione o riunione in luogo pubblico si possano verificare “atti contrari all’ordine e alla sicurezza pubblica, violenze, devastazioni o minacce concrete alla sicurezza e all’incolumità pubblica o delle Forze dell’Ordine – si legge nell’articolo 2 – il Prefetto ha l’obbligo di disporre la partecipazione e l’affiancamento delle Forze Armate alle Forze di Polizia nelle operazioni di mantenimento e ripristino dell’ordine pubblico. Al personale delle Forze Armate impiegato in tali operazioni si attribuisce, per la durata e per le finalità dello specifico servizio, la qualifica e i poteri di ufficiale o agente di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza”. Sempre nello stesso articolo si autorizza, nelle azioni “funzionali alla dispersione, al contenimento e alla neutralizzazione delle folle violente e dei soggetti inottemperanti agli ordini di scioglimento”, l’uso di: “a) armi e dispositivi di coazione fisica dotati di proiettili di gomma o munizioni ad impatto controllato non letale; b) unità cinofile specializzate per il servizio di ordine pubblico. Altro capitolo quello delle pene, con l’articolo tre che prevede una “reclusione non inferiore a sei anni” per “chiunque, nel corso di manifestazioni o riunioni pubbliche, venga arrestato in flagranza per delitti contro l’ordine pubblico, violenza, minaccia o resistenza a pubblico ufficiale, deviazione d’itinerario con pericolo per l’incolumità pubblica”.

Contro l’uso dei cani “anti-sommossa” si schiera l’Enpa: “Trasformare i cani in strumenti di contenimento è una violenza e un’illusione. Catapultato nel caos di uno scontro, un cane terrorizzato reagisce in modo incontrollabile e non può essere gestito, aumentando il rischio di aggressioni indiscriminate e vanificando ogni logica di ordine pubblico”,

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Editoriale

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