A PISA IL PRIMO ARCHIVIO DIGITALE DEI FIUMI ITALIANI

I fiumi trasportano sabbia, ghiaia e materiali più fini che modellano gli alvei, formano i delta e alimentano le coste. Per la prima volta in Italia le informazioni su questo fenomeno sono state riunite e rese consultabili su Itased, piattaforma open data realizzata dall’Università di Pisa che mette a sistema i dati sul trasporto fluviale dei sedimenti e le misure idrologiche e ambientali utili a interpretarli: mappe, tabelle e funzioni di esportazione permettono di esplorare informazioni finora difficili da reperire e utilizzare insieme. “Conoscere la quantità e le caratteristiche dei sedimenti trasportati dai fiumi aiuta a comprendere come cambiano i corsi d’acqua e i litorali e a valutare gli effetti del clima e delle attività umane, dalle dighe ai prelievi d’acqua, fino alle trasformazioni del territorio – spiega Monica Bini, professoressa del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa – l’archivio ci aiuta anche a individuare dove mancano osservazioni e dove occorre rafforzare il monitoraggio”. L’archivio raccoglie quasi due milioni di registrazioni relative a 39 fiumi, 29 bacini idrografici e 76 siti di rilevamento, con dati che coprono complessivamente il periodo dal 1924 al 2025. Le informazioni riguardano soprattutto i bacini del Nord, tra cui Po, Adige, Piave e Tagliamento, mentre nell’Italia centrale sono rappresentati, fra gli altri, Arno, Ombrone e Versilia. Sud e isole restano poco presenti nell’archivio, una lacuna che non implica necessariamente l’assenza di monitoraggi, ma segnala la necessità di coinvolgere e mettere a sistema enti e rilevazioni. Anche i periodi e le frequenze delle misure variano: da serie estese su diversi decenni a osservazioni stagionali e dati raccolti a intervalli irregolari.

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