RINNOVABILI IN CALO: IL “PIANO 2030” RISCHIA DI SCALARE A FINE SECOLO

RINNOVABILI IN CALO: IL “PIANO 2030” RISCHIA DI SCALARE A FINE SECOLO

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In tutto il mondo si parla tanto di incentivi alle fonti di energia rinnovabile ma poi, in Italia, chi vuole costruire centrali elettriche carbon free si scontra con la burocrazia. Come riporta Anie Rinnovabili la costruzione di nuove centrali eoliche in Italia è crollata del 31%, quelle idroelettriche addirittura del 79%. Cresce solo il fotovoltaico, grazie a un grande impianto a Parma ma nel Sud – dove c’è più energia solare a disposizione – non se ne costruiscono più. Colpa – riporta Il Sole 24 Ore – della burocrazia, dei controlli ossessivi sui sussidi erogati, delle conferenze di servizio sempre rimandate e degli opposti ambientalismi: quello che vuole più energia rinnovabile per sopperire all’uso di idrocarburi e i comitati del “no”, che temono la deturpazione dell’ambiente. Energia rinnovabile – è bene ricordarlo – non significa mai a impatto ambientale zero. Fatto sta che se vogliamo (ed è una necessità) mantenere i nostri consumi senza ricorrere a fonti inquinanti o al nucleare dobbiamo aumentare la quota di rinnovabili. Un obiettivo che, al momento, è lontanissimo: di questo passo secondo Anie il “piano 2030” verrà raggiunto solo nel 2074. Ancor più pessimista l’associazione confindustriale Elettricità Futura che pone il traguardo nel 2090. Fino ad allora toccherà ancora essere dipendenti dal petrolio e dal gas naturale che – per quanto ne sappiamo – potrebbe esaurirsi prima di quella data, lasciandoci senza energia in un mondo sempre più elettrificato.

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