LUPO, DIRETTORE PARCO ABRUZZO: “PIU’ PENE PER I BRACCONIERI”

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L’Europa abbassa il grado di protezione del lupo che passa da “strettamente protetto” a ”protetto”, nonostante le proteste e l’opposizione delle associazioni ambientaliste e animaliste. “Evidentemente – dice all’Adnkronos il direttore del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm), Luciano Sammarone – l’Ue ritiene che non sia più una specie minacciata da estinzione. Ma, teniamo presente che si tratta di un predatore essenziale per l’ecosistema, per la selezione naturale che fa della selvaggina, riducendo, in modo marcato, anche i danni causati da altri animali a foreste e colture”. “In ogni caso – afferma Sammarone – se si diminuisce la tutela di questa specie, bisogna aumentare le pene per i bracconieri, perché il bracconaggio, anche se non se ne parla, incide fortemente sulla popolazione del lupo e perché non tutti debbono sentirsi autorizzati ad imbracciare un fucile e a sparare ai lupi. Si tratta – aggiunge il direttore del Pnalm – di un provvedimento di cui non vedremo subito gli effetti e le ripercussioni. Intanto l’Italia deve recepire il provvedimento e inserirlo – bisognerà vedere come – nel quadro normativo nazionale. Fatto questo bisognerà capire poi, come accade per altre specie, se ogni Regione dovrà redigere il Piano di selezione. A livello normativo sarà necessario rivedere la Legge 157 del ’92, la cosiddetta legge sulla caccia, che poi è anche di salvaguardia della fauna selvatica. L’iter, quindi, appare piuttosto lungo e laborioso”. In Italia la popolazione di lupi è massiccia. “Ma – rimarca Sammarone – sarà indispensabile aumentare le pene contro i bracconieri che debbono essere più incisive e pesanti e scoraggianti, perché quelle che ci sono attualmente sono ridicole”.

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