LEGGE BRAMBILLA, SODDISFAZIONE DELLA COALIZIONE “LIBERI DALLE CATENE”

Con grande soddisfazione, Green Impact, Animal Law Italia e Fondazione Cave Canem accolgono la prima approvazione, alla Camera dei Deputati, nella seduta di mercoledì 20 novembre, del disegno di legge che modifica le norme del codice penale e del codice di procedura penale prevedendo nuove tutele a favore degli animali e che introduce a livello nazionale il divieto di tenere legati animali d’affezione “con la catena o con altro strumento di contenzione similare che ne impedisca il movimento” (articolo 10). Ora il testo dell’AC 30, a prima firma dell’On.le Michela Vittoria Brambilla, dovrà passare lo scrutinio del Senato prima di divenire ufficialmente legge.

Questo importante risultato rappresenta un passo storico per la tutela del benessere animale in Italia, andando a colmare un vuoto normativo in regioni come Basilicata, Liguria e Sicilia, che non prevedono alcun divieto in materia e in Province e Regioni che necessitano di un cambiamento normativo, a causa di normative inefficienti, come Val d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Sardegna, e Provincia di Bolzano. L’approvazione rappresenta il primo coronamento a livello nazionale della campagna “Liberi dalle catene”, avviata nel 2021 dalle tre organizzazioni, che aveva già ottenuto importanti risultati a livello regionale, garantendo divieti, anche assoluti, di detenzione di cani alla catena. Ulteriori informazioni sulla campagna e sui suoi risultati sono disponibili sul sito ufficiale: https://www.freedomfordogs.org/.

“Il testo approvato può rappresentare una pietra miliare nella battaglia per i diritti degli animali in Italia. Si tratta di un risultato che riconosce il valore della nostra campagna e l’impegno condiviso per mettere fine a una pratica crudele e obsoleta. Ringraziamo l’On. Brambilla per aver accolto la nostra sfida e aver tradotto i nostri sforzi in una norma di respiro nazionale, da approvare definitivamente al Senato” dichiarano Gaia Angelini, Presidente di Green Impact, Alessandro Ricciuti, Presidente di Animal Law Italia e Federica Faiella, Presidente della Fondazione Cave Canem, i quali aggiungono: “Siamo fieri di aver contribuito a questo primo passo verso un cambiamento che porterà finalmente dignità e libertà a migliaia di cani ancora tenuti a catena. È fondamentale che il divieto nazionale venga approvato definitivamente al Senato, senza indebolire le norme più stringenti già in vigore in regioni virtuose come Calabria, Campania, Lazio, Umbria e Marche. Continueremo a vigilare affinché la tutela degli animali sia sempre garantita al massimo livello”.

L’On. Brambilla, prima firmataria del disegno di legge AC 30, approvato mercoledì sera alla Camera, commenta così l’importante risultato: “Accogliendo le istanze delle associazioni, e in particolare quelle riunite nella coalizione Liberi dalle catene, ho finalmente realizzato un obiettivo che perseguivo da tempo: introdurre a livello nazionale il divieto di tenere il cane alla catena, assistito da adeguate sanzioni pecuniarie. Trattandosi di materia concorrente con le Regioni, è importante sottolineare che le norme regionali più stringenti rimangono in vigore, come ha confermato il governo accogliendo l’ordine del giorno n. 27 a mia prima firma. Quando il testo sarà approvato anche dal Senato, in Italia non sarà più possibile tenere il cane alla catena, salvo che ciò sia imposto da documentate ragioni sanitarie o da temporanee esigenze di sicurezza”.

Infatti, la campagna “Liberi dalle catene”, promossa con azioni concrete di sensibilizzazione e pressione istituzionale, ha già portato numerose regioni italiane ad adottare norme contro la detenzione di cani a catena. In caso di approvazione definitiva del testo al Senato, questa tutela sarà estesa a livello nazionale, garantendo il rispetto della dignità animale anche in quelle regioni che ne erano del tutto sprovviste. Sul punto, è importante sottolineare che le disposizioni regionali più avanzate, come quelle in vigore in Calabria, Campania, Lazio, Umbria e Marche, che prevedono divieti più stringenti rispetto a quanto stabilito dalla normativa nazionale, rimarranno pienamente operative, continuando a rappresentare modelli di eccellenza nella protezione degli animali. Questa norma nazionale, dunque, non solo uniforma i livelli minimi di tutela in tutto il Paese, ma assicura che le conquiste legislative locali non vengano compromesse.

Green Impact, Animal Law Italia e Fondazione Cave Canem annunciano che, dopo l’approvazione definitiva della legge, la campagna “Liberi dalle catene” entrerà in una nuova fase, in cui il lavoro delle tre organizzazioni si concentrerà nella verifica dell’applicazione del divieto sul territorio nazionale. Questa attività verrà supportata con iniziative educative e formative, azioni legali e azioni di pressione istituzionale, affinché vi sia un’applicazione uniforme del divieto e non permangano sacche di impunità sul territorio.

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