AEROPORTO DI TRIESTE AUTOPRODUCE 70% ENERGIA CON RINNOVABILI

Il sistema di accumulo energetico di Trieste Airport Friuli Venezia Giulia, realizzato dalla sede vicentina del gruppo francese Socomec, consente allo scalo triestino di coprire il proprio fabbisogno energetico per il 70% da fonti rinnovabili, di abbattere le emissioni di CO2 di più di 500 tonnellate all’anno e di ridurre la dipendenza dalla rete elettrica al 30% del consumo annuale. Una collaborazione – riporta Dire – che candida lo scalo a esempio di sostenibilità e di cooperazione tra industria e infrastrutture decisiva per la transizione ecologica. Lo fa sapere una nota di Trieste Airport, evidenziando che il progetto è stato protagonista agli Energy Storage Awards 2025 della scorsa settimana a Londra, ricevendo il prestigioso premio “Energy Storage Decentralised Project of the Year”. Questo riconoscimento, dedicato ai progetti di stoccaggio energetico distribuito inferiori a un megawatt e connessi “dietro al contatore”, premia le iniziative che dimostrano particolari caratteristiche progettuali e un alto potenziale di replicabilità su larga scala. L’Aeroporto di Trieste, primo polo intermodale del Nord Italia con 1,65 milioni di passeggeri nel 2025, spiega la nota, necessitava di supportare una rapida crescita del traffico passeggeri rispettando ambiziosi obiettivi di sostenibilità, tra cui il raggiungimento della massima autonomia energetica attraverso l’autoproduzione di energia rinnovabile. Per rispondere a questa sfida, Socomec Italia ha implementato una strategia di gestione energetica integrata basata sull’installazione di tre sistemi di accumulo modulari ‘Sunsys Hes L’, collegati in parallelo per raggiungere una capacità totale di 600mila Volt-Ampere e 3,3 megawattora.

(Foto di Andrzej Otrębski su Wikimedia)

Tag: aeroporto, ambiente, emissioni, Trieste
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