La preapertura della caccia in Toscana entra nella seconda fase tra le critiche delle associazioni ambientaliste e animaliste. Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf – riporta Ntw Press – contestano la decisione della Regione di mantenere il calendario venatorio nonostante la siccità e le alte temperature che hanno caratterizzato l’estate, chiedendo di rinunciare alle giornate anticipate e di valutare lo spostamento dell’apertura generale al 1° ottobre.
La Regione ha invece confermato la possibilità di cacciare, nelle giornate del 2 e 6 settembre, tortora dal collare orientale, storno e piccione.
Il ricorso al Tar
Le associazioni hanno impugnato davanti al Tar della Toscana la delibera della giunta regionale relativa alla caccia alla tortora dal collare orientale. Nel ricorso è stata sottolineata la preoccupazione per gli effetti del prelievo su una specie considerata simile, per caratteristiche morfologiche e contesto ambientale, alla tortora selvatica, il cui stato di conservazione è definito sfavorevole a livello europeo.
Il tribunale amministrativo non ha concesso la sospensione cautelare del provvedimento. La valutazione delle questioni sollevate è stata rinviata alla sede collegiale, mentre il Tar ha escluso, in questa fase, la presenza di un danno imminente e irreparabile tale da giustificare lo stop all’atto regionale.
I numeri della prima giornata
Secondo i dati diffusi dalla Regione, nella giornata del 2 settembre hanno partecipato alla preapertura circa 3mila cacciatori. I prelievi registrati sono stati 6.072 tortore dal collare orientale, 2.402 storni e 6.220 piccioni, per un totale di 14.694 animali.
Le associazioni evidenziano che il contingente massimo autorizzato per la tortora dal collare orientale è di 10mila individui e potrebbe essere raggiunto già con le due giornate previste. Per il fronte ambientalista, questo dato dimostrerebbe l’impatto concreto dell’applicazione immediata della delibera, mentre il giudizio di merito è ancora da definire.
Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf chiedono infine che la gestione della fauna selvatica segua criteri di precauzione, conservazione della biodiversità e tutela del patrimonio naturale. Nel loro richiamo figura anche l’articolo 9 della Costituzione, che riconosce la fauna selvatica come patrimonio di interesse collettivo da conservare per le generazioni presenti e future.
(Tortora dal collare orientale. Foto di Rovdyr su Wikimedia)



