“Alla luce di profondi cambiamenti, sia del quadro dei praticanti, sia della corporazione faunistica, appare corretto e ragionevole prevedere una revisione del quadro normativo del 1990. Tuttavia, dal punto di vista tecnico e scientifico, alcune modifiche del ddl caccia non appaiono proprio in linea con gli obiettivi generali della biodiversità e quindi non del tutto aderenti alla nuova visione di un evolutivo e qualificato esercizio venatorio, che sia rispettoso dei criteri scientifici, coscientemente coerente con i principi della conservazione della natura nonché della tutela delle specie selvatiche”. Lo ha detto Luigi Ricci di Ispra in audizione in commissione Agricoltura alla Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge, già approvato dal Senato, sulle “modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...



