CACCIA, UNTERBERGER: “BARBARA E DA ABOLIRE LA PRATICA DEI RICHIAMI VIVI”

“Nel quadro dell’approvazione della nuova legge sulla caccia, attualmente all’esame del Senato, vengono allentate le disposizioni riguardanti gli uccelli da richiamo allevati. Ciò renderà ancora più difficili i controlli sulla provenienza di questi animali. La sottrazione di uccelli selvatici dai loro nidi è teoricamente vietata, ma continua a essere praticata. Lo dimostrano i numerosi predatori di nidi che nei mesi di maggio e giugno si recano nei meleti dell’Alto Adige, dove nidifica il tordo bottaccio. Questa specie è particolarmente adatta come richiamo vivo perché ha un canto molto potente”. Lo afferma la presidente del Gruppo per le Autonomie al Senato, Julia Unterberger, in una nota. “Per amplificare il canto e le grida degli animali – spiega -, gli uccello da richiamo vengono tenuti al buio, così che la successiva esposizione alla luce del sole provochi loro forti sofferenze e li induca a emettere richiami particolarmente intensi. Sono note anche altre torture, come l’accecamento mediante perforazione degli occhi, praticato per ottenere lo stesso risultato. Con l’aiuto di questi richiami vivi vengono poi catturati migliaia di piccoli uccelli canori, che in molte zone del Nord Italia finiscono ancora sulle tavole. Per renderli adatti al consumo alimentare – prosegue -, non possono essere abbattuti con armi da fuoco, ma vengono catturati con colla o altre trappole crudeli, nonostante ciò sia espressamente vietato dalla Direttiva europea sulla tutela degli uccelli. Non a caso l’Italia è stata più volte sottoposta a procedure d’infrazione per queste pratiche”. “I miei emendamenti, volti a vietare l’uso dei richiami vivi nella caccia, come già avviene in Alto Adige – conclude -, sono stati sottoscritti da quasi tutta l’opposizione. Persino il Papa si è espresso a favore di un rapporto più rispettoso con il Creato. Invano: come spesso accade, purtroppo prevalgono gli interessi economici”. (

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