Alla vigilia delle commemorazioni per il 40esimo anniversario dell’incidente nucleare di Chernobyl, il piu’ grave della storia, arriva un monito dal direttore dell’Aiea, Rafael Grossi, sul “rischio nucleare in un mondo polarizzato” nonostante i progressi compiuti in termini di sicurezza sulla scia del disastro avvenuto nell’allora Unione Sovietica – oggi in Ucraina – il 26 aprile 1986. Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) e candidato alla carica di segretario generale delle Nazioni Unite ritiene che il sistema internazionale di sicurezza nucleare abbia compiuto “progressi notevoli” dall’incidente di Chernobyl di 40 anni fa, pur avvertendo che “i rischi persistono in un contesto globale piu’ polarizzato”. “Sono stati compiuti progressi notevoli in materia di sicurezza nucleare. Oggi e’ intrinsecamente piu’ sicura, piu’ controllata e piu’ trasparente rispetto al passato”, ha dichiarato Grossi. “C’e’ stato un sostanziale miglioramento nei sistemi, nelle procedure e nel modo in cui viene affrontata la sicurezza nucleare”, ha affermato Grossi. Ha osservato, inoltre, che lo sviluppo di una cultura della sicurezza nel settore e’ stato uno dei principali progressi degli ultimi decenni, perche’ “i Paesi hanno imparato a condividere informazioni e a stabilire meccanismi di cooperazione che prima non esistevano”. Grossi sostiene anche che la percezione globale dell’energia nucleare e’ cambiata notevolmente, anche nel contesto dei cambiamenti climatici. “Oggi, persino i Paesi in via di sviluppo e le conferenze sul clima che in passato erano riluttanti riconoscono la necessita’ dell’energia nucleare come parte del mix energetico. C’e’ stato un tempo in cui l’energia nucleare era un tabu’. Ora e’ riconosciuta come un’opzione necessaria per la decarbonizzazione e la stabilita’ energetica”, ha argomentato il capo dell’Aiea.
Editoriale
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