Le foreste temperate potrebbero essere in grado di adattarsi all’aumento delle temperature portato dal riscaldamento globale, ma non se questo si presentasse in combinazione con la siccita’. E’ quanto emerge da un nuovo studio guidato dall’Istituto federale svizzero per la ricerca su foreste, neve e paesaggio e pubblicato su PNAS. Le foreste sono sempre piu’ esposte ad alte temperature e condizioni aride. La capacita’ degli alberi di adattarsi allo stress combinato da calore e acqua non era chiara. Gli autori del nuovo studio hanno esplorato l’impatto di cinque anni di riscaldamento sperimentale e riduzione dell’umidita’ del suolo su giovani esemplari di faggio europeo (Fagus sylvatica) e quercia pubescente (Quercus pubescens). L’analisi ha indicato che gli alberi sono stati in grado di acclimatarsi a un aumento di 5 C della temperatura e di mantenere temperature fogliari relativamente stabili. Tuttavia, la combinazione di riscaldamento e una riduzione del 50 per cento dell’umidita’ del suolo ha influenzato significativamente le capacita’ di termoregolazione degli alberi. Lo stress idrico ha causato la chiusura degli stomi fogliari, che a sua volta ha ridotto il raffreddamento evaporativo e aumentato le temperature fogliari in un circolo vizioso. In condizioni di siccita’ e caldo, i faggi europei hanno subito bruciature fogliari, una forma rapida di necrosi indotta da stress. Secondo gli autori, i risultati rivelano una limitazione fondamentale nella capacita’ delle foreste temperate di adattarsi al futuro intensificarsi delle siccita’ calde.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...
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