CLIMA, STUDIO: ONDATE DI CALORE COLPISCONO LE SPECIE, MA ALCUNE SI ADATTANO

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Le ondate di calore estreme provocano effetti ecologici devastanti per molte specie animali e vegetali, ma alcune riescono sorprendentemente a trarne vantaggio. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature Ecology and Evolution e coordinato da Julia Baum dell’Università di Victoria e da Diane Srivastava dell’Università della British Columbia, che analizza gli impatti dell’eccezionale ondata di calore che ha colpito il Nord America tra il 25 giugno e il 2 luglio 2021. L’evento – riporta Agi – noto come “heat dome”, è stato uno dei più intensi mai registrati e ha portato in alcune aree temperature superiori ai 50 gradi Celsius. I ricercatori hanno combinato dati di telerilevamento, osservazioni sul campo, modelli computerizzati e resoconti dei media per ricostruire un quadro complessivo degli effetti su specie ed ecosistemi della Columbia Britannica. “I risultati mostrano effetti ecologici diffusi, tra cui un aumento di quasi il 400% dell’attività degli incendi boschivi e impatti negativi su oltre tre quarti delle specie studiate”, spiega Diane Srivastava, docente di zoologia e del Biodiversity Research Centre della University of British Columbia. Tra gli esempi più drammatici vi sono la morte di oltre la meta’ dei cirripedi e del 92% delle cozze in alcune baie costiere. Anche numerose specie terrestri hanno subito gravi conseguenze: la presenza di morette marine, un’anatra nativa della regione, è diminuita del 56%, mentre le rilevazioni giornaliere di caribù tramite fototrappole si sono dimezzate. Secondo i ricercatori, gli animali piu’ colpiti sono stati quelli incapaci di sfuggire al calore. “In pratica, qualsiasi animale che non riusciva a trovare rifugio dal caldo è stato duramente colpito”, spiega Julia Baum. Anche specie più mobili possono risultare vulnerabili in determinate fasi della vita, come i pulcini incapaci di volare che rimangono intrappolati nei nidi surriscaldati. Nonostante gli effetti in gran parte negativi, alcune specie hanno tratto beneficio dall’evento estremo. Un esempio è la lattuga di mare, un’alga marina che tollera meglio le alte temperature rispetto ad altre specie. Approfittando della moria delle alghe concorrenti, la sua estensione lungo le coste è aumentata del 65% dopo l’ondata di calore. Anche alcuni mammiferi sembrano essere riusciti ad adattarsi temporaneamente. Le alci, ad esempio, sono tornate rapidamente ai livelli normali di attività dopo l’evento, probabilmente perché hanno potuto spostarsi verso microclimi più freschi, come aree forestali con maggiore copertura vegetale. Lo studio evidenzia inoltre effetti complessi sul ciclo del carbonio e sulle risorse idriche.

(Alce, foto di repertorio)

Tag: ambiente, calore, Columbia, riscaldamento
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