Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è rientrato oggi alla Cop30, dando nuovo impulso alla fase finale dei negoziati sul clima. Nel suo incontro con l’Unione Europea – cui hanno partecipato Portogallo, Francia, Germania e Danimarca – Lula ha discusso il delicato dossier sul “percorso” per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, che il Brasile punta a trasformare in una decisione formale della conferenza. La ministra portoghese dell’Ambiente, Maria da Graça Carvalho, ha spiegato che Brasilia mira a un risultato che unisca ambizione nella mitigazione e sostegno all’adattamento, sottolineando la vulnerabilità dei Paesi in via di sviluppo e degli Stati insulari. Bruxelles è pronta al compromesso, pur restando le resistenze dei principali produttori di petrolio. Il ritorno di Lula a Belém – evento raro nella storia delle Cop – punta a sciogliere i nodi ancora irrisolti, dopo che la presidenza brasiliana ha chiesto ai Paesi di esprimersi su quattro temi chiave: rafforzamento delle NDC, criteri per la distribuzione dei 300 miliardi di dollari per l’adattamento, regole sulle barriere commerciali legate al clima e maggiore trasparenza nei report. Intanto cresce la pressione di 82 Paesi per inserire un percorso dettagliato di uscita dai fossili, considerato essenziale per mantenere l’obiettivo dei +1,5°C dell’Accordo di Parigi. Oggi Lula ha inoltre incontrato un gruppo di scienziati, che gli hanno consegnato una proposta per la creazione di un panel scientifico incaricato di elaborare la roadmap globale per l’eliminazione dei combustibili fossili. “Abbiamo chiarito che l’azzeramento deve avvenire entro il 2040 e non oltre il 2045. Il presidente ha ricevuto il messaggio e non ha dissentito”, ha dichiarato Carlos Nobre, meteorologo e membro dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Nobre ha aggiunto che Lula ha più volte definito la Cop30 “la più importante delle Cop”. Gli scienziati temono che lo scontro tra Paesi ricchi e poveri e le resistenze dei grandi esportatori di petrolio possano far naufragare un segnale concreto di transizione energetica. Marcio Astrini, dell’Osservatorio del Clima, ha riferito che Lula si è impegnato a difendere la roadmap “alla Cop, al G7, al G20 e ovunque sarà necessario”, pur sottolineando che i progressi dipendono dal consenso internazionale. Sul fronte politico interno alla Cop30, il presidente ha incontrato anche i negoziatori di Cina, India, Indonesia e Paesi arabi, oltre a una delegazione di sindaci brasiliani e internazionali. Caterina Sarfatti, direttrice della rete globale C40, ha chiesto l’inclusione dei governi locali nel testo negoziale, ricordando che una simile dinamica portò a risultati storici a Parigi e Dubai. Decisivo anche il fronte indigeno: Dinamam Tuxá, coordinatore dell’Apib, l’Articolazione dei Popoli Indigeni del Brasile, ha sollecitato nuove demarcazioni e l’inserimento di “Contributi indigeni determinati a livello nazionale ” come politica climatica misurabile. La Cop30 si avvia alla conclusione dopodomani, con Lula impegnato nel tentativo finale di imprimere una svolta politica al testo negoziale, tuttora in stallo.
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...
Articoli correlati
LIVORNO, CACCIA ILLEGALMENTE SULLE COLLINE: MULTATO
30 Novembre 2025
SARNANO (MACERATA), VDF SALVA CANI DA CACCIA FINITI IN UN CANALONE
30 Novembre 2025
OLANDA, ADDIO PER LEGGE AI FUOCHI D’ARTIFICIO
29 Novembre 2025



