È diventata una star, celebrata anche con una mascotte nel baseball, con bottiglie commemorative di “soju” e perfino con un titolo di ambasciatore onorario della città. Ma per Bukang-i, uno squalo femmina di tre metri rimasto intrappolato per settimane in un canale di Busan, in Corea del Sud, la popolarità è anche una corsa contro il tempo. Secondo l’edizione online del quotidiano Korea Herald, oggi l’animale è tornato nel canale del North Port Waterfront Park dopo aver riattraversato una barriera di reti installata ieri per guidarla verso il mare aperto. La storia ha coinvolto e commosso la Corea. Secondo la stampa locale, nelle ultime settimane oltre un milione e 600mila persone si sono recate sulle rive del canale per vedere Bukang-i. Anche il presidente Lee Jae Myung è andato a trovarla a metà ottobre, mentre i negozi della zona registravano record di vendite. Avvistato per la prima volta il 18 settembre, lo squalo è divenuto anche protagonista sui social, con dirette in serie su YouTube. Ieri, dopo due tentativi falliti con getti d’acqua e reti, gli operatori erano riusciti a guidarlo verso il mare aperto. Ma poche ore dopo Bukang-i è tornata nel canale, passando sotto una rete. Questa mattina sono riprese le operazioni per liberarla: le squadre hanno rimosso una barriera che potrebbe ostacolarne l’uscita e rialzato una protezione esterna. Secondo un funzionario del ministero degli Oceani, Bukang-i si trova ora tra due reti. Crescono intanto i timori per le sue condizioni di salute. Oltre alla temperatura dell’acqua, intorno ai 21 gradi, più bassa di quella preferita dalla specie, preoccupa il fatto che l’esemplare non sia stato visto alimentarsi dal mese scorso. Secondo un esperto dell’Università di Kunsan, Bukang-i potrebbe morire nell’arco di due settimane, a causa della fame e delle ferite riportate sul muso e sulla pinna. Le associazioni ambientaliste collegano la presenza dello squalo nel canale al riscaldamento dei mari, che spingerebbe verso nord pesci e predatori tipici di acque più calde. Nella prima metà dell’anno, un istituto specializzato ha censito 46 grandi squali al largo della costa orientale: un numero quasi quattro volte superiore al dato dello stesso periodo dell’anno precedente.
Editoriale
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