Nuova Delhi è la città più inquinata del mondo, secondo l’agenzia Energia Oltre. Le ragioni che causano lo stagionale tracollo della qualità dell’aria di Delhi sono note. Ogni autunno, in tre Stati a forte vocazione agricola confinanti con la capitale – Punjab, Haryana e Uttar Pradesh – vengono dati alle fiamme i resti del raccolto appena fatto. Si tratta per lo più di riso, preferito ad altre coltivazioni più adatte al clima e al terreno del nord dell’India, perché comprato a prezzo garantito dallo Stato. Il problema è che in molte delle zone inopinatamente coltivate a cereali il consumo di acqua non è più sostenibile da anni, ragion per cui i governi locali impongono dei calendari per la semina che servono a ridurre i consumi idrici, ma finiscono per comprimere i tempi, spingendo alla bruciatura delle paglie. In questo contesto, con precipitazioni pressoché nulle, lo stagionale calo delle temperature imprigiona i fumi e impedisce che si disperdano ad alta quota. Il vento fa il resto, spargendoli in tutta la pianura indo-gangetica, Delhi inclusa. (Immagine di repertorio).
Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
5 Ottobre 2023
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...
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