La Francia ha deciso di sospendere l’introduzione, l’importazione e la commercializzazione di piante trattate con sostanze pericolose per la salute e vietate nell’Unione Europea “per una questione di coerenza, equità e giustizia, volta a ridurre la disparità di trattamento applicata ai produttori europei non autorizzati a utilizzare queste sostanze per il trattamento delle loro colture e a rafforzare la tutela della salute pubblica”, si spiega in una nota. Annie Genevard (nella foto), ministra dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e della Sovranità Alimentare, sottolinea che si tratta di “una questione di buon senso, che sosteniamo presso la Commissione Europea da diversi mesi. L’equità e la giustizia per i nostri agricoltori e i nostri consumatori non possono aspettare. Questo decreto pone quindi fine a un incomprensibile doppio standard e ripulisce gli scaffali. Se saranno necessari ulteriori decreti, li emanerò, perché non scenderò a compromessi sulla protezione del settore agricolo”, conclude. Nel dicembre 2025, Genevard, aveva chiesto alla Commissione Europea di abbassare i limiti massimi di residui per diversi prodotti fitosanitari, vietati nell’Unione Europea a causa dei rischi associati al loro utilizzo, alla minima quantità misurabile. In particolare sono cinque le sostanze prese di mira a causa di usi rischiosi documentati: un erbicida, il glufosinato e quattro fungicidi (mancozeb, tiofanato di metile, carbendazim e benomil). In attesa di una risposta da parte della Commissione Europea, Annie Genevard e Serge Papin, ministro delle Piccole e Medie Imprese, del Commercio, dell’Artigianato, del Turismo e del Potere d’Acquisto, hanno deciso di sospendere, con decreto interministeriale del 7 gennaio 2026, l’importazione, l’introduzione e l’immissione sul mercato, a titolo gratuito o a pagamento, in Francia, di prodotti alimentari contenenti residui di queste cinque sostanze attive. Si tratta di una clausola di salvaguardia prevista dalla legislazione alimentare europea. La misura sarà presentata alla Commissione e agli altri Stati membri in occasione della prossima riunione del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi del 20 gennaio. Spetterà poi alla Commissione estendere questa misura a livello europeo e abbassare i limiti massimi di residui per le sostanze pericolose il cui utilizzo è vietato nell’Unione Europea, al fine di porre fine alle importazioni di prodotti alimentari trattati con queste cinque sostanze.
Editoriale
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