GHIACCIAI, L’ADAMELLO PERDE 265 METRI IN TRE ANNI

Sulla vetta del Monte Bianco il 18 giugno è stata registrata una temperatura di circa +0,8 gradi, mentre il 24 giugno la temperatura media oraria ha raggiunto circa +2gradi. Condizioni termiche eccezionali anche sulla Marmolada, dove alla stazione di Punta Rocca a 3.265 metri la temperatura è rimasta sopra lo zero dal 16 giugno, con punte prossime ai +5 gradi. Per Legambiente queste condizioni hanno favorito una rapida fusione della neve residua e un’accelerazione dell’ablazione del ghiacciaio. Le temperature elevate rendono più sottile e fragile anche il ghiacciaio dell’Adamello: dalla fine degli anni ’90 la velocità di ritiro della fronte dell’Adamello-Mandrone, notevolmente aumentata, 760 metri tra il 1997 e il 2025, con un’ulteriore accelerazione nell’ultima decade con 550 metri in soli 10 anni, 265 metri nel solo triennio 2023-2025. Legambiente sottolinea che le annate 2024-2025, per quanto abbiano registrato accumuli invernali tra i più favorevoli degli ultimi anni, si sono comunque chiuse con un bilancio di massa moderatamente negativo, valori attorno al metro di acqua equivalente perduti. Inoltre, dalla Piccola Età Glaciale ha perso metà della sua superficie e la sua lingua principale, quella del Mandrone si è ritirata di 2,8 chilometri. Sul ghiacciaio dell’Adamello, i rilievi condotti da Sat, Muse Provincia autonoma di Trento, Università di Padova e Servizio glaciologico lombardo hanno evidenziato una riduzione significativa dell’accumulo nevoso primaverile, in alcuni settori fino a circa la metà rispetto alle medie stagionali. “Dal crollo di una parte del ghiacciaio dell’Ortles avvenuto in questi giorni alla cascata di acqua dalla vetta del Cervino all’Adamello in forte ritirata, anche in alta quota la crisi climatica lascia sempre di più il segno con effetti che si ripercuotono a valle – ha commentato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente -. In particolare le Alpi si stanno riscaldando il doppio rispetto alle medie globali e le comunità montane devono essere aiutate e sostenute. Per questo anche dall’Adamello torniamo a chiedere al Governo di stanziare al più presto le risorse economiche necessarie per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici insieme a politiche locali forti e incisive. Allo stesso tempo serve una governance europea per i ghiacciai, beni comuni da tutelare e proteggere, e un costante monitoraggio dell’alta quota sempre più fragile a causa della crisi climatica”.

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